Sedici navi e una Caravella

«Con la Ferrania andiamo avanti e onoreremo gli impegni e i progetti di mio fratello Giorgio». A pochi mesi dalla scomparsa di Giorgio Messina, artefice del progetto di acquisizione e salvataggio della società tecnologica savonese, il fratello Paolo, presidente della società di navigazione Messina & C, lancia un messaggio forte e chiaro a istituzioni, sindacati e lavoratori. E lo fa da un palco del tutto speciale: il ristorante La Manuelina di Recco durante la cerimonia di venerdì sera per la consegna del premio che, significativamente, si intitola «impegno e solidarietà».
Una caravella in filigrana d'argento realizzata a Campo Ligure: è questo il premio donato ogni anno, dall'associazione senza fini di lucro «Polis», ai liguri che si sono messi in luce nei campi imprenditoriale, economico e della cultura. Nell'edizione 2008 l'ambita caravella è andata, oltre che alla ditta Messina, a Gabriella Airaldi, professoressa di storia medievale all'università di Genova, «che con le sue pubblicazioni ha contribuito a far conoscere la nostra regione nel mondo», ha spiegato l'anima della Polis, Gian Carlo Mai. Se la professoressa Araldi ha ricevuto il premio dalle mani del senatore Alfredo Biondi, a consegnare l'argentea caravella a Paolo Messina è stata la parlamentare Gabriella Mondello a nome di Gianni Costa, presidente della Polis. Presenti il sindaco di Recco Gianluca Buccilli, numerosi amministratori pubblici e il caporedattore del Giornale Massimiliano Lussana. Una caravella che nel caso dei Messina simboleggia, ha spiegato Costa, «non solo le sedici navi del gruppo battenti tutte bandiera italiana, ma anche scelte coraggiose come quella di garantire, durante la crisi politica mediorientale degli anni '60, i collegamenti con l'Africa orientale e il Mar Rosso nonostante la chiusura del canale di Suez». E in tema di scelte coraggiose, il discorso non poteva non cadere sulla Ferrania technologies. «Abbandonato il progetto iniziale di un laminatoio a freddo, il 12 novembre è stato presentato un piano industriale centrato sulla ricerca e sulla produzione di energie alternative», ha rassicurato Stefano Messina che con Andrea Gais (nipote del presidente Paolo Messina) si occupa a tempo pieno dello stabilimento che attualmente perde quasi un milione al mese anche se, aggiunge l'imprenditore, «si tratta di una realtà ricca di grandi competenze lavorative, tecniche e di management e quindi ce la stiamo mettendo tutta per rilanciare l'azienda anche se le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti». Ancora una sfida.