Seedorf diga per Maicon. E poi Pato

È vero: il Milan può vincere solo se gioca bene. E cioè meglio, molto meglio del rivale. È la dolce condanna della squadra di Ancelotti che pure ad Atene, scortata dagli dei decisi a riconoscergli il risarcimento per la beffa patita a Istanbul, non firmò la sua finale più avvincente della famosa collezione. Ma deve giocare meglio dell’Inter per tutta la durata del derby ed è questo il primo interrogativo. Già perchè il Milan sta bene, è al meglio della sua condizione fisica, ma non regge fino in fondo. Non basta cioè una frazione giocata bene, come già avvenuto a Torino contro la Juve. Allora furono decisive le insufficienze di Favalli e lo sfondone di Bonera (squadra lasciata in dieci nella fase critica) per dirottare il risultato dalle scariche elettriche di Inzaghi al colpo di testa di Sali.
I punti di forza del Milan, al momento, sono la magia di Inzaghi e la condizione incantevole di Kakà, il suo tallone d’Achille è la fase difensiva. Basta niente, persino un banale tiro dalla media distanza (confrontare la partita di Livorno), per prendere gol. I motivi sono tre: 1) perchè è finito il periodo d’oro di Kalac, tornato ai livelli di rendimento ordinario; 2) perchè la coppia centrale del reparto Nesta-Kaladze non è, al momento, il massimo del rigore tattico nè dell’attenzione; 3) perchè la coppia dei geni Seedorf e Kakà, pur partendo da posizione leggermente arretrata, non è certo abituata a rientrare e a coprire l’avanzata degli altrui difensori e centrocampisti. Gattuso, tanto per citare un episodio recente, se ne lamentò pubblicamente in occasione della sfida con la Reggina che non è certo il Real Madrid.
Per riuscire a vincere il derby, il Milan deve perciò essere disegnato con il 4-4-2 col quale trionfò a Monaco di Baviera, contro il Bayern. Perciò deve provare a inchiodare Seedorf largo a sinistra come quarto di centrocampo, davanti a Maicon, il martellatore, per evitare che il brasiliano esponga a rischi eccessivi Favalli. Solitamente è da quella parte che l’Inter parte per promuovere la sua azione chiamando poi Vieira e Cambiasso agli inserimenti alle spalle degli attaccanti. Secondo accorgimento: la difesa interista è avvitata su Materazzi, decisivo nel far partire l’azione e nello spingersi all’attacco durante gli assalti in quota sui calci piazzati. Pippo Inzaghi contro Rivas e/o Materazzi può puntare sulle palle vaganti, sull’uno-due con Kakà, sulle respinte corte. Solo Pato, lanciato in gran velocità, può mettere allo scoperto la ridotta salute della difesa nerazzurra. Potrebbe essere la mossa a sorpresa.