Seggiovie e case sotto 3 metri di neve: restano isolati i monti delle vacanze

(...) del Comune - che gli spartineve hanno difficoltà a transitare». E non sono ancora rientrati nelle loro abitazioni i trenta villeggianti torinesi e liguri che lunedì sera sono stati fatti evacuare dagli otto condomini che, secondo il piano di sicurezza di Regione Piemonte e Protezione civile, si trovano su una pericolosa traiettoria a forte rischio di valanga. Ospitati nell'hotel Marguareis, stanno tutti bene anche se per loro, come per i molti sciatori che hanno anticipato l'arrivo nei comprensori sciistici del Cuneese, la vacanza è irrimediabilmente compromessa. Se le condizioni meteo miglioreranno, sarà poi necessario fare una conta dei danni prima di assicurare l'apertura totale di tutti gli impianti di risalita. Situazione di quasi totale isolamento anche per Limone Piemonte e tutta la Valle Vermenagna: la caduta di cavi elettrici, sotto il peso della neve, ha interrotto il rifornimento di elettricità in gran parte del paese e Limonetto, a quota 1.400, sembra un paese fantasma.
La strada è impraticabile e da ieri mattina è possibile raggiungere Demonte solo attraverso la vecchia strada militare, ripulita dagli uomini della protezione civile proprio per creare almeno una via di fuga per la Vallata. Interrotta anche la rete ferroviaria, bloccati tutti i treni verso la Liguria e la Francia: il mezzo che pulisce la strada ferrata si è rotto per il super lavoro. Alto il rischio di valanga, interrotti anche tutti i collegamenti con i valichi del Tenda e della Maddalena, verso la Francia. Un metro e ottanta centimetri è la neve che ricopre Roburent e la località di Sangiacomo di Roburent, dove il rischio slavine è così alto da indurre il sindaco ad emanare un'ordinanza che vieta a persone e automobilisti di fermarsi lungo la strada e consiglia, a chi non ha necessità estrema, di non muoversi da casa. Da ieri gli uomini della protezione civile, aiutati da alpini e un gruppo di volontari di Savona, spalano neve dalle strade e dai tetti delle case. Ciò nonostante a Sangiacomo ha ceduto il tetto del maneggio pubblico e 40 cavalli sono stati salvati dai vigili del fuoco di Mondovì. Il timore di veder compromessa la stagione sciistica in provincia di Cuneo è alto. Sarà richiesto lo stato di calamità, ma questo non basterà agli operatori del settore, già fortemente colpiti gli anni scorsi per la mancanza di precipitazioni. La forte bufera di neve, almeno per quanto risulta fino ad ora, non ha danneggiato le case in montagna, neppure quelle disabitate, dato che i Comuni hanno provveduto ad un costante monitoraggio per intervenire tempestivamente in caso di bisogno. Sarà però necessario accertare se il peso della neve, valanghe anche ad alta quota e vento hanno danneggiato gli impianti di risalita e comunque prima di rimetterli in funzione sarà obbligatorio testarne la totale sicurezza.