Segnalazioni I raggiri elettronici «made in china» arrivano in tutta Italia

«Abbiamo ricevuto svariate chiamate dai clienti, soprattutto da Milano, che si lamentavano di queste truffe», spiega Francesco Dartizio impiegato nella ditta Start di Como che noleggia le slot machine agli esercizi pubblici di Milano e provincia. «Negli ultimi due anni, da quando ci sono le nuove macchine che erogano le vincite in moneta - le vecchie rilasciavano uno scontrino -, i clienti ci hanno raccontato di questi presunti raggiri in cui erano coinvolti asiatici». La scena descritta dagli esercenti è sempre la stessa: i cinesi si avvicinano alle apparecchiature con un cellulare in mano e in poco tempo riescono ad incassare somme sostanziose. L’allarme sulle truffe elettroniche coinvolge tutta l’Italia e non solo il Nord, l’ultima segnalazione era arrivata da Viareggio a novembre scorso. «Tecnicamente non esiste in commercio un sistema in grado di mandare in tilt le macchine», continua Dartizio. Le nuove macchine lavorano su cicli più grossi che vanno dai sette ai quarantamila euro e pagano il 75% dell’incasso al vincitore. Dal primo gennaio 2009 il 14,1% delle vincite va al Monopolio di Stato, il resto, l’utile netto viene diviso a metà tra il gestore e il noleggiatore. Per legge le schede le possono aprire soltanto i produttori, e le ditte di noleggio possono fare poco o nulla per evitare ai clienti le truffe elettroniche. «Noi lavoriamo soprattutto su Milano e molti clienti hanno deciso di appendere i cartelli con scritto “Vietato l'uso del cellulare”. Altri bar scrivono “Vietato il gioco ai cinesi”, ma questa è discriminazione».