Segnali di ottimismo per uscire dalla crisi

Segnali di ripresa per l’economia romana. Se nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2009 l’attività produttiva continua ad essere in flessione, tuttavia sale il clima di fiducia presso imprese e consumatori per i successivi tre-quattro mesi. È quanto emerge dal Rapporto «Il quadro congiunturale dell’economia romana» presentato ieri in via Noale dall’Unione Industriali di Roma. Si tratta del primo appuntamento di una serie di indagini trimestrali che la Uir, in partnership con l’Istituto di studi e analisi economica (Isae), ha avviato per analizzare la situazione economica della provincia di Roma.
A presentare i risultati alla stampa, sono stati il presidente dell’Unione industriale di Roma Aurelio Regina, con Giuliano Amato, presidente del Comitato scientifico della Uir, Innocenzo Cipolletta, presidente delle Ferrovie dello Stato, e Giuseppe Roma, direttore generale del Censis. L’indicatore del clima di fiducia delle imprese registra nel primo trimestre 2009 un notevole recupero passando da 61,9 centesimi del quarto trimestre 2008 a 74,5. In pratica tre operatori su quattro guardano con ottimismo al futuro. Per singolo comparto, l’indicatore è in crescita nell’industria (da 79,4 a 88,5), aumenta nettamente nei servizi (da 55,2 a 71,6), è in leggero calo nelle costruzioni (da 69,4 a 66,7), ma torna a salire nel commercio al minuto (da 60,2 a 70,4).
L’indagine Uir-Isae è stata effettuata su un campione di circa ottocento imprese: duecento manifatturiere, centottanta edili, duecento del commercio, duecentodieci di servizi. La rilevazione consente anche un significativo confronto al di fuori di Roma: a livello nazionale ed europeo, il trend di tutti e quattro gli indicatori, a differenza di Roma, è previsto in calo anche nei prossimi tre-quattro mesi.
Altro dato di rilievo dell’indagine, evidenziato da un Focus sul credito, i più stretti rapporti con le banche. Nel primo trimestre 2009 circa un quinto delle imprese manifatturiere nella provincia di Roma (il 18,3 per cento), a fronte del 33,7 per cento in Italia, ha fatto richiesta di credito alle banche, ottenendolo nella maggior parte dei casi (15,8 per cento). Quanto al mancato accesso al credito, il 2,5 per cento a fronte dell’8,2 per cento di diniego nell’intero Paese, l’1,8 per cento è riconducibile al rifiuto della banca, lo 0,7 per cento alla rinuncia da parte dell’impresa.
Migliora, sia pure di poco, il clima di fiducia anche presso i consumatori. L’indicatore sale, infatti, da 81,1 (gennaio 2009) a 83,4 (aprile 2009). Il campione è stato di circa duecento risposte. I prezzi di vendita sono stati giudicati dai consumatori nel primo trimestre 2009 in sensibile diminuzione nell’industria, ma in crescita nel commercio al minuto, con riferimento ai prezzi praticati dai fornitori. Nei prossimi tre-quattro mesi le attese sono di diminuzioni nelle costruzioni (dunque nei prezzi delle case) e nei servizi, di ulteriori aumenti nel commercio.
Più luci che ombre dunque. Queste ultime legate più che altro all’occupazione. Il peggio, però, sembra essere alle spalle. «Per il secondo trimestre 2009 - afferma Aurelio Regina - a Roma emergono forti segnali di rallentamento della fase recessiva. Non voglio essere troppo ottimista, perché un solo trimestre non basta. Ma sono dati considerevoli, dalla capitale potrebbe partire la ripresa in Italia». Due parole, per finire, sul Comitato Scientifico, che si è costituito il 19 febbraio scorso. Nelle intenzioni di Amato fornirà alle imprese una chiave di lettura economica e sociale del territorio alla luce della riforma di Roma Capitale. Anche Amato ieri ha voluto fornire uno spunto ottimistico: «La forma della crisi si basa sulle aspettative e quello che fanno gli operatori dipende da queste aspettative. Il clima di Roma è di chi si accinge a ripartire. A Roma i magazzini sono stati esauriti, forse i mercati di sbocco romani hanno altre risorse rispetto a quelli del Paese. L’aspettativa romana è che, come minimo, si possa continuare a vendere come in questi mesi».