Segrate, 30mila multe "fasulle" ai semafori Nel mirino della Gdf

Sequestrati quattro semafori: chi passava con il giallo veniva automaticamente multato. Inchiesta partita dalla denuncia dei cittadini. Il legale denuncia anche "irregolarità nell'appalto"

Milano - Il militari della guardia di finanza di Milano stanno compiendo acquisizioni di documenti nella sede di alcune società e stanno ponendo sotto sequestro gli apparecchi che regolano il tempo dei semafori e che, accorciando al massimo il tempo del giallo fanno finire in contravvenzione gli automobilisti. Gli apparecchi fanno anche la foto ai contravventori. Accertamenti sono in corso anche nel comune di Segrate, nell’hinterland di Milano. L’inchiesta, affidata al pm Alfredo Robledo, nasce dall’esposto di alcuni cittadini che lamentavano l’eccessiva brevità del tempo che intercorre tra il giallo e il rosso.

Fino a 50mila multe Oltre 30mila multe in pochi mesi, dal 16 novembre dell’anno scorso, al maggio di quest’anno, che potrebbero essere salite, a oggi, fino a quota 50mila. Sono le contravvenzioni elevate dal Comune di Segrate attraverso il sistema "T-red", secondo l’avvocato Francesca Fuso, il legale che a luglio scorso ha presentato in Procura a Milano un esposto sottoscritto da circa 110 cittadini, con cui si denunciavano resunte irregolarità nel sistema automatico di rilevamento delle infrazioni, il T-red appunto, installato su cinque semafori della strada Cassanese. Il sistema, secondo quanto spiegato nell’esposto, faceva sì che fosse impossibile, a chi attraversasse l’incrocio con semaforo arancione, di arrivare dall’altra parte senza incappare nel rosso: la durata del colore intermedio era troppo breve.

Irregolarità Secondo il legale la ditta appaltatrice percepiva il 25,1% dell’importo di ogni contravvenzione effettuata. I sospetti di cui parlava il documento, però, riguardavano anche la regolarità del bando con cui era stata data in appalto la gestione dei semafori alla ditta che ha installato la tecnologia al centro degli accertamenti e attivata il 16 novembre del 2006. "Crediamo che la tecnologia vincente fosse stata decisa prima della gara stessa", ha spiegato l’avvocato Fuso. "Finalmente anche le indagini della magistratura danno un primo riscontro positivo ai sospetti che abbiamo sollevato - ha proseguito il legale -. I cittadini di Segrate erano praticamente terrorizzati all’idea di passare in auto sulla Cassanese. Con questo sistema - una vera ingiustizia - ci sono automobilisti che nel giro di pochi giorni o settimane si sono trovati con più di una multa e pochissimi punti sulla patente".