Segrega in casa 23 cani e gatti Denunciato per maltrattamenti

Allevava bulldog inglesi e li vendeva a 1.400 euro con pubblicità on line

Su internet appare con tanto di nome e cognome, un telefono e un fax, un indirizzo mail e un «profilo» societario dotato di un nome altisonante. Insomma: sulla carta Michele A., 35 anni e una laurea in cornice, sembra possedere tutti i crismi dell’ufficialità e della legalità di una vera e propria azienda italiana di allevatore doc di bulldog inglesi i cui capostipiti provengono direttamente da Oltremanica. Peccato che tra le descrizioni via web e la cruda realtà ci siano spesso abissi inquietanti. E così, allertati da una lunga serie di segnalazioni e denunce, una volta giunti nell’«allevamento» di via Farini per fare accertamenti, i carabinieri delle compagnie Duomo e Sempione si sono trovati in un appartamento di ringhiera di 90 metri quadrati assolutamente inadatto per ospitare i 9 bulldog (sei femmine e tre maschi) e i 14 gatti randagi (sette adulti, l’altra metà micini) che convivevano insieme al «titolare» e alla sua compagna, in un contesto di sporcizia inenarrabile e in condizioni sanitarie pietose. Un ambiente che - come hanno confermato le guardie ecozoofile dell’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animale), i veterinari dell’Asl e i rappresentanti dell’Ufficio tutela animali del Comune - appare davvero poco adatto a esemplari di bulldog inglesi che venivano venduti a cifre oscillanti tra i 1.200 e i 1.400 euro.
«Adesso attendiamo che l’autorità giudiziaria prenda decisioni: noi, intanto, abbiamo denunciato il padrone di casa per maltrattamento di animali - spiegano i militari -. Naturalmente il titolare dell’allevamento clandestino e la sua convivente hanno negato qualsiasi abuso sugli animali. Ciò non toglie, però, che non avessero alcuna autorizzazione per tenerli lì e, in particolare, in quelle condizioni igieniche allucinanti! Molte bestie, infatti, presentavano problemi alla vista e altre patologie derivate proprio dalla scarsa igiene. Avremmo potuto intervenire già da tempo ma l’uomo aveva sempre impedito, agli operatori dell’Oipa prima e a quelli dell’Asl poi, di entrare nell’appartamento a fare verifiche».
«I cani non appaiono denutriti, no. E anche i gatti sono stati alimentati a sufficienza - spiega Gianluca Comazzi, garante della tutela degli animali per il comune di Milano -. Tuttavia i bulldog hanno unghie lunghe 4-5 centimetri, segno che non solo faticavano a camminare ma anche che nessuno li ha mai portato fuori, a sgambare, cioè a passeggiare, come invece avrebbero bisogno di fare tutti i cani. Adesso i bulldog sono stati portati al canile di via Lombroso per essere sottoposti a delle cure». In seguito per loro è pronta la nuova mega struttura comunale appena inaugurata per i cani in zona Forlanini.