Segretaria fugge dal sesso

La donna ricattata con filmati hard girati a sua insaputa: «Adesso non riesco a uscirne»

Marzia Fossati

A volte è un rischio serio, essere una trentanovenne ancora piacente, single, desiderosa di svaghi e nuove amicizie. Per Virginia (il nome è di fantasia), è finita male, tanto che per rimettere ordine nella sua vita ha dovuto rivolgersi alla poliizia. La sua voglia di trasgressione infatti l’aveva risucchiata in un vortice di sesso e droga che avrebbe finito probabilmente per ucciderla, se nei giorni scorsi non avesse trovato il coraggio, soffocando timori e vergogne, di rivolgersi alla Questura di Savona e raccontare la sua storia.
Virginia, di professione segretaria, vive a Savona da qualche anno, la relazione con il suo ex fidanzato è da poco naufragata, si ritrova sola. Mora, appariscente, con tanta voglia di distrarsi e di superare il dolore per quella storia finita male, comincia così a frequentare i locali più «in» della riviera ligure, nel tentativo di rifarsi una vita. Solo che, a poco a poco, si fa coinvolgere in un giro, un brutto giro, al quale non riesce più a sottrarsi. Un gruppo di persone la nota nelle folli notti savonesi e comincia a chiederle di uscire e di partecipare a qualche festa. È così che fa il suo ingresso in un giro di «affari sporchissimi» come li definisce lei stessa.
Senza quasi rendersene conto, comincia una discesa agli inferi fatta di orge, festini con prostitute e cocaina e film hard amatoriali che lei stessa non ha mai visto, ma della cui esistenza è certa dal giorno in cui scopre una telecamera nascosta che la riprende durante una «notte brava». Senza contare le foto compromettenti messe addirittura sotto i parabrezza delle macchine parcheggiate sotto casa sua, che spiegano il perchè i vicini avessero cominciato a guardarla quantomeno con occhi diversi e le fioccassero proposte sempre più spinte. «Non posso più uscire di casa senza sentirmi osservata, è allucinante - racconta sconvolta -. Credo di essere abbastanza carina e quando sono capitate le occasioni non ho detto di no. Ho agito d’istinto, in buona fede, certo però non credevo di finire nelle mani di persone senza scrupoli». Le stesse persone che ora la tempestano di telefonate, minacciandola e ricattandola con foto e filmati a dir poco «compromettenti» per impedirle di uscire dal «giro». Virginia ha depositato in Procura la sua denuncia infarcita di nomi, cognomi e indirizzi, nella speranza di porre fine a un incubo che si trascina ormai da due anni. Intanto il suo cellulare non smette di squillare.