Segretarie e consiglieri dei ministri sfiduciati riciclati in Parlamento

E poi ci sono le segretarie e i consiglieri. Ci hanno provato un po’ tutti, i ministri uscenti, tentar non nuoce. Molti ci sono riusciti. Il ministro uscente alla Formazione Beppe Fioroni (nella foto) per esempio ha fatto il colpaccio: la sua segretaria particolare della Scuola, Luciana Pedoto, sarà candidata al sesto posto in Campania 2, posizione che le assicura l’eleggibilità. Pedoto Luciana, chi era costei? Cerchi su Internet e niente, spunta sempre la stessa cosa: segretaria particolare del ministro Fioroni. Questo prima della candidatura. Perché dopo la chiusura delle liste, invece, si sprecano i link, tutti all’urlo di: ma che c’entra con la politica e con la Campania? Come che sia Fioroni non è solo. Rosy Bindi, per dire, è riuscita a imporre il suo collaboratore Salvatore Russillo, che correrà dalla quarta posizione nella circoscrizione Basilicata alla Camera. E in corsa ci sono altri due «bracci destri» ministeriali. Uno lo ha sponsorizzato il viceministro alle Finanze Vincenzo Visco. Il quale ha sì fatto l’elegante passo indietro auspicato dal segretario del Pd Walter Veltroni, però per farlo ha posto un paio di condizioni. Tanto per cominciare s’è autoproposto per un posto da ministro, rammentando ai colleghi l’esperienza maturata in questi anni in tema di lotta all’evasione fiscale. E poi ha spuntato un posto in lista per il suo consigliere Stefano Fassina, che correrà per la Camera in Liguria. Candidato a Montecitorio anche il braccio destro di Arturo Parisi al ministero della Difesa, Fausto Recchia, che però è solo al quindicesimo posto nella lista Lazio 1.