Il segretario Onu in missione a Damasco

La strada per risolvere le crisi libanesi passa per Damasco: a questo precetto della diplomazia mediorentale non si è sottratto ieri il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, recatosi in Siria per discutere col presidente Bashar al Assad e col suo vice Faruk al Sharaa i termini dell’attuale crisi libanese. I colloqui tra Ban e Assad non hanno ignorato la crisi dei profughi iracheni né lo stallo nel processo di pace tra israeliani e palestinesi, ma in cima all’agenda dell’incontro di Damasco c’è stata la questione del tribunale internazionale che dovrebbe giudicare i responsabili dell’assassinio dell’ex premier libanese Rafik Hariri, ucciso a Beirut, assieme a una ventina di persone, in un attentato dinamitardo nel febbraio 2005. La Siria è stata da più parti indicata come mandante dell’omicidio, ma ha sempre respinto le accuse, affermando che in caso di coinvolgimento di un cittadino siriano questo sarà giudicato in patria come «traditore» ma non sarà mai consegnato a un tribunale straniero.