Il Segreto dell’ex sorcino diventato una star

Quattro anni fa i «sorcini» se lo ritrovarono, un po' a sorpresa, ad aprire lo show di San Siro di Renato Zero e finirono per applaudirlo. Poi toccò alla critica musicale «strillare» il nome del pianista jazz e cantante Ivan Segreto come novella «rivelazione» della musica italiana. Originario di Sciacca, Segreto, classe 1975, davvero un figlio del Sud per la sensibilità che si respira nella sua musica, che unisce i toni caldi e ariosi di un certo jazz alla melodia della nostra migliore canzone popolare, si è imposto all'attenzione grazie a Porta Vagnu, un brano (rielaborazione di una canzone dello zio artista di strada) che ha avuto il merito di riportare in auge il dialetto siciliano, esattamente 50 anni dopo U pisci spada di Domenico Modugno. Porta Vagnu è anche il titolo dell'ellepì di esordio del talentoso musicista che dopo il conservatorio a Palermo ha deciso di approfondire gli studi jazz alla Scuola Civica di Milano di Enrico Intra: nove pezzi in cui il pop d'autore è preso per mano dal jazz ed è arricchito da una passione per il soul e la bossanova brasiliana. Successivamente Segreto, concorrente a Sanremo nel 2006, ha dato alle stampe ad altri due album, Fidate correnti (2005) e Ampia (2007), con i quali ha messo a segno collaborazioni prestigiose (Franco Battiato, Paolo Fresu, Giovanni Sollima) e ha potuto affinare il proprio sound, sempre più (e meglio) equilibrato mix di delicate atmosfere jazz e ritmiche marcatamente mediterranee.
Di casa nella nostra città, il cantautore siciliano sarà sul palco della Salumeria alla testa di un effervescente trio di cui fanno parte Daniele Camarda (basso elettrico) e il libanese Ouad Afra (batteria).
Ivan Segreto Trio
Salumeria della Musica, via Pasinetti 2
stasera, ore 22