Il «segreto» Ferraris senza teloni

Oggi si gioca. La notizia potrebbe essere questa. Perché fortunatamente la neve ha concesso una tregua e la bella giornata di ieri ha dato una mano agli spalatori che hanno ripulito il terreno di gioco del Ferraris. Eppure si è rischiato grosso, tanto che la preparazione prepartita sembrava dover restare avvolta nel mistero.
Il timore che la forte nevicata potesse aver lasciato il segno, al punto da impedire a Genoa e Bari di scendere in campo, c’era. Ieri mattina diversi giornalisti, fotografi, teleoperatori si sono presentati ai cancelli del Ferraris per poter verificare la situazione, per informare lettori e ascoltatori che chiedevano novità sul regolare svolgimento del match di campionato. Per loro però le porte sono rimaste chiuse. «Per ore è stato impedito ai cronisti di varie testate di entrare allo stadio per riprendere il lavoro degli spalatori all’opera per liberare il terreno di gioco e renderlo agibile», conferma in una nota molto dura l’associazione ligure dei giornalisti. Che si domanda se «la neve e il gelo che hanno colpito la Liguria e Genova abbiano anche congelato la concezione del diritto dovere di fare e ricevere informazione» e trasformato «lo stadio Ferraris e il suo terreno di gioco, un pozzo senza fondo di lavori e di spese, criticato a ripetizione da società e calciatori genovesi e no in un segreto di stato». L’associazione giudica perciò «indefinibile l’atteggiamento di chi ha deciso i cancelli chiusi: alla soglia del ridicolo se non si trattasse dell’ennesimo episodio di intolleranza verso chi fa informazione».
Perché tanto mistero? Quale «segreto di stato» poteva nascondere il Ferraris innevato. Le poche foto autorizzate - rigorosamente da lontano - dopo la polemica potrebbero suggerire una soluzione. Nonostante le previsioni, sul prato non sembrano essere stati srotolati teloni protettivi che avrebbero anche agevolato la spalatura. Probabilmente perché si dice che la neve faccia bene all’erba.