Il segreto di Paolo VI «Fu ricattato, chiese aiuto a Moro»

Papa Paolo VI era ricattato e cercava una via d'uscita chiedendo aiuto del presidente del Consiglio Aldo Moro. Lo rivelano gli appunti riservati del generale Giorgio Manes, pubblicati in esclusiva sull'Espresso di oggi. «Il Papa - scriveva il 30 marzo 1967 l'allora vicecomandante dei carabinieri, riferendo una confidenza fattagli dal socialdemocratico Mario Tanassi - preme su Moro, e anche monsignore Costa (dirigente dell'Azione cattolica e collaboratore del pontefice, ndr) fu da lui».
La ragione è di massima segretezza e riguarda «i suoi trascorsi giovanili. La Dc vorrebbe salvarlo, ma S. è deciso. Prelati ripetutamente da lui per cercare appoggio ad un compromesso». Ipotizzabile, scrive l'Espresso, è che dietro quella «S.» ci fosse il presidente della repubblica Giuseppe Saragat, che di Tanassi era compagno di partito. E che l'oggetto del ricatto fosse la presunta omosessualità di Paolo VI, della quale nove anni dopo parlò in un suo libro il francese Roger Peyrefitte.