Il segreto di Pulcinella

Sappiamo tutti che il segreto istruttorio è un segreto di Pulcinella. Dai tempi di Mani pulite, nelle redazioni dei giornali su qualsiasi atto giudiziario arriva ogni genere di indiscrezione, quando non direttamente le fotocopie. L'inchiesta di Potenza naturalmente non fa eccezione. Chi prima e chi dopo ha dato il via alla pubblicazione dei verbali. Concluso quello di Bancopoli, con contorno di vari baci in fronte, finito quello dedicato alle bassezze reali con vallettificio annesso, è giunta dunque l'ora di un nuovo reality a puntate. Intercettazioni telefoniche in cui si raccontano storie vere o presunte su personaggi dello spettacolo, dello sport, ma anche della politica, cominciano a inondare le redazioni. Pubblicare o non pubblicare? L'eterno dilemma. La verità è che quelle chiacchiere, quei veri o falsi tentativi di ricatto nei confronti di uomini o donne sorpresi da un clic in atteggiamenti che li possono imbarazzare, sono un segreto inesistente. Ieri l'Ansa ha diffuso un lancio d'agenzia in cui si anticipava che «nel mirino dei fotografi vi sarebbe stato anche un politico con trans». Naturalmente l'agenzia di stampa ha omesso il nome. Ma non c'è cronista giudiziario che già dal mattino non sapesse che nell'obiettivo dei paparazzi di Fabrizio Corona era finito Silvio Sircana, il portavoce del governo, e già nei Palazzi della politica il pettegolezzo correva. In realtà Sircana, di cui non taciamo il nome anche per non lasciarlo in balia del mormorio dei corridoi, non è stato affatto sorpreso con un trans, come sbrigativamente si dice. Guidando la sua autovettura ha percorso una via in cui si offrivano dei transessuali. È grave? Non crediamo. E per quel che ci riguarda non sarebbe grave neppure se ci fosse altro, che invece non c'è. Ma è grave che la politica sia fatta di ricatti e di agguati. Ma anche di silenzi, che un domani potrebbero trasformarsi in pressioni indebite.
mG