«Il segreto del successo? Fare Marilyn sul set e Norma Jean nella vita»

da Los Angeles

Jessica Chastain. Ricordatevi questo nome. Lo avete già sentito durante il festival di Cannes, quando la Chastain ha sfilato con Brad Pitt sulla Croisette per promuovere The Tree of Life di Terrence Malick. E lo sentirete spesso prossimamente poiché la trentenne Chastain negli scorsi quattro anni ha interpretato ben undici film che, a causa di strani destini di distribuzione, stanno uscendo praticamente tutti assieme. Tra questi Wilde Salome di Al Pacino, che sarà presentato alla prossima mostra di Venezia, e The Help, tratto dal bestseller omonimo ambientato nel sud segregazionista degli anni '60. Ma non si tratta solo di quantità, poiché la rossa e diafana Chastain, laureata alla prestigiosa scuola di recitazione di Juilliard, fa pensare a una nuova Meryl Streep, bravissima e capace di interpretazioni e look molto diversi, dalla delicata moglie anni ’50 di Tree of Life alla bionda dal grande cuore e dalle forme ancora più opulente di The Help, un film tutto al femminile, a una spia del Mossad in The Debt, in cui dà vita al personaggio di Helen Mirren da giovane.
Questo è un anno importante per lei..
«Importante ed eccitante. Cannes è stata un’esperienza indescrivibile, non penso che nessuno possa preparati a quella kermesse. Per fortuna avevo come guida Brad Pitt, che non solo è un ottimo attore ma anche una persona squisita. Sono felice che l'anno sia iniziato con Tree of Life, che secondo me è un film così importante che se ne parlerà ancora fra trent'anni, e che ora esca The Help, anche questo un film importante, ma con qualche risata in più. Ho sempre scelto i miei film in funzione del regista e della varietà dei ruoli perché non mi piace ripetermi, e quindi non mi sono mai interessata alle date di distribuzione, e tutto d’un tratto ecco che escono di fila film girati nell’arco di quattro anni».
Come si sta abituando alla sua recente fama?
«Finora la mia vita non è cambiata molto. Ogni tanto c’è qualcuno che mi avvicina e mi dice che ha visto Tree of Life e che gli è piaciuto. Forse la gente non osa salutarmi anche se mi riconosce perché sono estremamente tranquilla e timida, e non mi piace farmi notare. La mia amica Octavia Spencer, con cui ho recitato in The Help, dice che sono Marilyn Monroe sul lavoro e Norma Jean nella vita quotidiana».
È felice che questo successo sia arrivato ora che ha trent'anni e non dieci anni prima?
«Sì, abbiamo visto recentemente tanti esempi di come sia difficile gestire un’improvvsa celebrità da giovani. Ma soprattutto per me recitare significa migliorare e imparare qualcosa di nuovo da ogni ruolo. Non voglio restare allo stesso livello, né ora né in futuro. Se mi avessero offerto i ruoli che ho interpretato adesso quando ero una teenager non avrei avuto gli strumenti adatti per affrontarli. Ora mi sento pronta ad attaccare qualsiasi ruolo, grazie ai fantastici maestri che ho avuto».
Cosa le piace fare quando non lavora?
«Adoro cucinare. Sono una brava cuoca e la gente non ci crede perché sono veganiana. Tutti pensano che questo tipo di cibo sia cattivo e sono sorpresi quando scoprono che può essere ottimo. Appunto perché è un regime abbastanza limitativo, ho preso lezioni di cucina per imparare a cucinare bene e in modo variato, perché meglio cucino meno sento la mancanza delle cose che non posso mangiare».
Come mai questa scelta piuttosto rigida?
«Ho iniziato per ragioni di salute cinque anni fa, non mangiavo bene sui set e ho abusato del mio corpo, ingrassando e dimagrendo rapidamente per dei ruoli. Mi sono ammalata e un amico mi ha offerto un programma di cibo vegano a domicilio per due settimane, e mi sono subito sentita meglio, con un sacco di energia. Non dico che sia un regime facile da seguire, quando ero in Serbia a girare Coriolano era difficile trovare il cibo giusto».
È una perfezionista?
«Assolutamente sì. E mi piace sempre imparare cose nuove anche quando non lavoro. Quando sono rientrata da Cannes ho preso un corso di motocross e mi sono fatta male al ginocchio il giorno precedente la prima di Tree of Life. Avevo imparato in fretta e bene, e così gli istruttori mi hanno portata sul circuito. Dopo un paio d’ore ero un po’ stanca e cominciavo a fare errori ma mi divertivo un mondo e non volevo smettere. Chiaramente due minuti dopo sono caduta e strappata un tendine. Ora il mio agente mi ha proibito il motocross, ma voglio rimettermi in sella almeno una volta perché non voglio che l’ultimo ricordo sia legato a un incidente».