SEGUE DA PAGINA 1

(...) Prove, testimonianze, «numerosissime incongruenze» e banali considerazioni logiche hanno portato il pm a verificare che tutto ciò non poteva reggere. Che tutt’al più il sindaco avrebbe avuto persino ragione di denunciare chi avesse raccontato cose false. Per questo ha chiesto di chiudere la pratica. Almeno queste sono le indiscrezioni, ben verificate, che arrivano dalla procura di Savona. Indiscrezioni, perché ovviamente, quando c'è da dire che certe accuse sono solo spazzatura, le notizie faticano a uscire. «Non saprei confermare la cosa - risponde più speranzoso che sicuro Mario David Mascia, legale di Vaccarezza - Spero sia così. Vorrebbe dire che sono state confermate in pieno le nostre argomentazioni difensive contenute in due memorie distinte. Probabilmente nei prossimi giorni il gip ci farà sapere qualcosa». Le dimissioni del sindaco, invocate a mezzo stampa e con una campagna di affissioni a tappeto, non ci sono state. La volontà democratica questa volta ha saputo resistere. A perdere un'importante battaglia semmai è stato il Partito democratico. A breve ci potrebbe essere un secondo round, visto che il Pd (nel frattempo accusato da Vaccarezza con una querela per diffamazione) è stato ammesso un po' a sorpresa come parte civile nel procedimento contro Vaccarezza per la vicenda delle firme di presentazione delle liste elettorali. Ma anche in questo caso potrebbero esserci novità se fosse vero che il giudice, moglie di un esponente di spicco del Pd locale, dopo aver concesso la costituzione di parte civile, avverte ora qualche imbarazzo a decidere sulla vicenda. Da Savona potrebbe insomma arrivare un secondo importante messaggio in grado di restituire fiducia nella giustizia non politica e non forcaiola.