SEGUE DA PAGINA 45

(...) l’ufficio stampa della direzione nazionale dei Ds - quello di Fassino, per intenderci - verga addirittura un comunicato in cui, anzichè prendersela con chi insulta, se la prende con chi denuncia gli insulti, ricordando precedenti contestazioni a Prodi, peraltro mai condite in salsa d’uovo, nè con lanci di oggetti. Faceva male, malissimo, vedere l’altra sera a Primocanale - dopo il civile dibattito Oliveri-Repetto - il segretario regionale diessino Mario Tullo quasi sogghignare, quando non annuire, ogni volta che qualche telespettatore telefonava spiegando che Berlusconi non avrebbe avuto diritto ad entrare a Sestri Ponente. Tutto questo mentre il coordinatore regionale azzurro Michele Scandroglio - peraltro sempre più efficace nelle sue apparizioni televisive - rispettava signorilmente, come un nobile d’altri tempi, il pensiero di tutti. Anzi, a volte, fin troppo signorilmente: qualche decibel o qualche vaffa in più da parte di Michele, ogni tanto ci vorrebbe. Ma la classe è classe.
Insomma, quello che dispiace, moltissimo, è vedere che a Genova e più in generale in Italia non esiste una sinistra moderata, riformista, socialdemocratica, dialogante, europea. Una sinistra che dica che le uova, gli insulti, i lanci di oggetti contro un leader colpevole soltanto di fare una passeggiata in mezzo a una bellissima delegazione, non hanno diritto di cittadinanza in un Paese civile. Una sinistra che preferisca perdere o pareggiare - come ha fatto Schroeder in Germania - piuttosto che allearsi con i massimalisti di Oskar Lafontaine. Una sinistra che sappia dire anche qualche sì e non solo no a tuttto.
Una sinistra che, ieri, ha avuto solo la faccia e i baffi di D’Alema, l’unico leader che ha avuto la statura di prendere carta e penna su carta intestata della Farnesina per scrivere: «Il vicepresidente del consiglio dei ministri e ministro per gli Affari Esteri Massimo D’Alema è dispiaciuto per l’episodio di inciviltà di cui è stato oggetto Silvio Berlusconi nel corso della sua visita a Sestri Ponente». Poche parole che certo non richiedevano un coraggio sovrumano, ma che nel deprimente silenzio del centrosinistra, suonano come l’urlo di uno statista. E siamo lieti di dargliene atto.
In tutto questo, poi, non può passare in secondo piano il doppio bagno di folla per Silvio Berlusconi. Il primo, in via Venti, prevedibile, ma forse non nelle proporzioni. Il secondo, da piazza Baracca a tutta via Sestri, assolutamente inatteso. Un muro umano che, davvero, ci ha fatto tornare in mente il Berlusconi del 2000 che ricordavamo proprio ieri.
In questo, se permettete c’è anche una punta di orgoglio personale e di testata. Vedere questo popolo, il popolo moderato - che brandiva nella stragrande maggioranza dei casi il Giornale come un gesto di appartenenza a una comunità e come un’arma di autodifesa contro la disonestà intellettuale, dal caso Finanza in giù - è stato qualcosa che apriva il cuore. Parlare a lungo con voi, ieri, ancor di più. Grazie.