SEGUE DA PAGINA 49

(...) e sono stata eletta». Una campagna elettorale fatta da casa, costretta dalla malattia. Prima la famiglia che le sconsigliava l’esperienza, ma poi l’aiuto determinante di figlia e marito nel condurre la «battaglia». 86 preferenze raccolte senza muoversi da casa e quindi l’inizio di un impegno, una passione ma anche un gioco. «Come può sentire mi manca la voce- racconta Montalto raccontando la sua storia- ma stia tranquillo che non sono stata una volta in silenzio in consiglio». Commissioni e sedute di Municipio che si accavallano senza soluzione di continuità ed una terapia da seguire con scrupolo che spesso la tiene lontana dall’aula municipale: «Cerco di organizzarmi per tempo perché seguo una terapia che ha bisogno di 12 ore. Quando so che ho sedute importanti, faccio venire l’infermeria al mattino presto per essere presente alla sera». Il resto del lavoro lo fa via e-mail. E il suo lavoro c’è ed è tanto. Dai problemi del quartiere di Nervi che è riuscita a risolvere, alla gestione del Castello della passeggiata che sta trasformando in una casa degli artisti, «siamo riusciti a mandare via l’associazione che gestiva il castello- racconta Montalto- e che l’aveva trasformata nella succursale di un ristorante. Con un vero e proprio blitz io e il presidente Carleo abbiano sostituito la serratura. Ora promuoviamo esposizioni per artisti e offriamo lo spazio alla “Gaslini band band” per aiutare i bambini malati». Ecco chi può insegnare cosa significa fare politica.