"Seguimi, sono mafioso". Stupra 10 adolescenti

L'uomo, un bidello 47enne, è accusato di sette episodi di violenza sessuale su minorenni. Minacciava le studentesse fuori dalle scuole e le obbligava a seguirlo. Indagini anche su altri casi: nel cellulare aveva centinaia di numeri e fotografie delle ragazze

Genova - "Seguimi, sono un mafioso". Abbordava (o meglio minacciava) così le ragazze fuori dalle scuole, le obbligava a seguirlo e poi abusava di loro. Con l’accusa di aver abusato di almeno dieci ragazze minorenni, ma le indagini proseguono anche su altri casi, un uomo di 47 anni è stato arrestato a Genova dai carabinieri della compagnia Portoria. Nei suoi confronti la magistratura ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale continuata e aggravata. L’uomo, residente a Genova, contattava le ragazzine attendendole all’uscita da scuola. Per intimorirle, faceva leva sulle sue origini siciliane affermando di essere un mafioso.

Le violenze Era entrato in confidenza con le studentesse di un liceo del centro città offrendo loro merende durante l’ora di ricreazione e si faceva chiamare "zio". Poi le molestava. Un uomo di 47 anni di origine siciliana, bidello in un asilo della città vecchia, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di "violenza sessuale continuata" e sottoposto agli arresti domiciliari. I carabinieri hanno accertato la violenza su tre ragazze minorenni, tra i 16 e i 17 anni, raccogliendo la loro testimonianza. Elementi sono stati acquisiti su altre sette vittime, sempre minorenni. Alla fine di settembre, alcuni insegnanti si erano insospettiti notando atteggiamenti troppo "confidenziali" da parte dell’uomo nei confronti di alcune ragazze. Una di queste, la prima ad essere stata adescata, lo faceva passare come suo zio. Gli insegnanti hanno così raccolto informazioni da altre studentesse e si sono quindi rivolti ai carabinieri. L’uomo è stato seguito, controllato e filmato. È così emerso che costringeva, dicendo di essere "un mafioso" le ragazzine a subire baci, carezze, palpeggiamenti, anche alle parti intime.

Il cellulare L’uomo, residente a Nervi con agli anziani genitori, agiva lontano dal suo quartiere. Aveva preso di mira in particolare un liceo del centro città, in via San Vincenzo. Sceglieva le sue vittime tra ragazze con situazioni familiari difficili (figlie di divorziati o con poca confidenza con i genitori). Fisicamente piuttosto insignificante, acquisiva la loro fiducia parlando molto con loro. Le aspettava davanti alla scuola e a volte entrava nel cortile. Le frequentava anche nei luoghi di ritrovo dei giovani, in via XX Settembre e piazza de Ferrari. In alcuni filmati, lo si vede allungare le mani, abbassare i pantaloni di una ragazza per palparle il sedere, strusciarsi. Nella sua abitazione, i militari hanno trovato dvd hard, fotografie di ragazze in posa in "deshabillé" e una rubrica telefonica contenente molti numeri di ragazze, circa un centinaio. Il suo telefonino, inoltre, aveva in memoria foto di ragazze in abbigliamento intimo sia scattate che ricevute. Gli inquirenti non escludono che abbia costretto alcune ragazze maggiorenni ad avere rapporti sessuali.