Sei antiquari italiani alla Biennale di Parigi

Milano, Roma e Firenze tengono alto il nome dell'arte del nostro Paese all'importante appuntamento del Grand Palais, dal 15 al 22 settembre

Visitare Parigi e il suo patrimonio artistico e architettonico nella settimana compresa tra il 15 e il 22 Settembre 2010, può diventare il pretesto per avvicinarsi all'arte italiana di tutti i secoli all'interno di uno scenario lontano dalla classica struttura museale. Il Grand Palais di Parigi ospiterà infatti la 25° edizione della Biennale des Antiquaires, la più prestigiosa e antica manifestazione del settore, dove gli appassionati d'arte possono incontrare vis à vis i più importanti galleristi internazionali e conoscere da vicino opere rare e di grande valore.
Organizzata dal 1956 dal Syndicat National des Antiquaires (l'associazione che raccoglie 365 galleristi provenienti da tutto il mondo) per celebrare l'eccellenza e le professionalità dell'arte antiquaria, la Biennale vedrà quest'anno la partecipazione di 3 dei 9 membri italiani già conosciuti (Fabrizio Moretti, Cesare Lampronti e Robilant+Voena), ma anche la nuova entrata della Tornabuoni Art, nata a Firenze e da un anno aperta anche a Parigi, e il ritorno di Maurizio Canesso e Giovanni Sarti, parigini d'adozione.
E proprio Giovanni Sarti sarà fra i grandi protagonisti dell'Arte Antica con una preziosissima tempera di Francesco Traini raffigurante la Vergine col Bambino del 1325 circa. Un'opera destinata a suscitare scalpore per l'importanza artistica oltre che per gli aspetti di mercato.
In occasione della sua prima partecipazione alla Biennale degli Antiquari, la galleria Tornabuoni Art di Roberto Casamonti (fondata a Firenze nel 1981), presenterà una selezione di capolavori dell'haute époque italiana di Giovan Battista Caporali (1476-1560) e Antonio Tempesta (1555-1630), in dialogo con alcune opere scelte dei maestri delle più importanti tendenze del ventesimo secolo.
La galleria parigina presenterà infatti tre tavole di Giorgio de Chirico (La Grande tour, 1915, olio su tela; Natura morta, 1934, olio su tela e Piazza d'Italia con monumento di un uomo politico, 1965-75, olio su tavola - nell'immagine), un Wassily Kandinsky (Le milieu sombre, 1943, tecnica mista su cartone), due Pablo Picasso (Fruits et verre, 1925, olio su tela e Busto d'uomo, 1969, olio su cartone), un Giacomo Balla (Marina, 1919, olio su cartone), ma anche un Fontana (Concetto spaziale, 1964, olio e graffiti su tela), due Alighiero e Boetti (Mappa, 1979, ricamo su tessuto e Mettere al mondo il mondo, 1975, penna biro blu su carta intelata) e un importante scultura di Alberto Giacometti (Donna in piedi, 1956, bronzo).
La galleria di Fabrizio Moretti (Firenze, Londra e New York), ormai figura storica della Biennale, presenterà invece alcune importanti madonne quattrocentesche: un olio su tavola di Neri di Bicci raffigurante la Madonna col Bambino e uno di Scolaio di Giovanni raffigurante la Natività risalente al 1369 ma documentato a partire dal 1434.
Altro celebre italiano, Cesare Lampronti (Roma e Milano), si caratterizza invece per la scelta di vedute settecentesce minuziosamente rifinite: oltre a Roma, l'Arco di Settimio Severo dipinto su tela da Giovanni Antonio Canal detto Canaletto ( 1697-1768), porterà a Parigi uno splendido olio su tela di Roma, vista del Tevere dal Porto di Ripa Grande di Gasper Van Wittel, meglio conosciuto come Vanvitelli.
Robilant+Voena (Londra e Milano), storica galleria nata dall'incontro dei due collezionisti milanesi, presenterà a Parigi un olio su tela del francese Nicolas Ragnier (Maubeuge, 1590 circa - Venezia, 1667) risalente al periodo caravaggesco del pittore, La Farse.