Sei arrestati preparavano la marcia contro la base Usa di Vicenza

Tra i presunti terroristi finiti in manette anche i padovani del centro sociale "Gramigna". E la città adesso ha paura

Vicenza - A Vicenza tremano solo al pensiero che, fra i 50mila manifestanti annunciati alla marcia per il «No Dal Molin», ci potessero essere anche alcuni terroristi. Cosa che, se i magistrati e le forze dell’ordine non avessero arrestato ieri 15 neobrigatisti, sarebbe molto probabilmente accaduta. Tra i terroristi finiti in manette figurano infatti sei padovani, attivisti del Centro popolare occupato (Cpo) Gramigna. Il collegamento è presto spiegato: nella home page del sito internet di questa formazione dimatrice leninista, attiva a Padova da oltre vent’anni, splende il programma operativo dei prossimi giorni. Che vede in testa proprio la manifestazione nazionale di Vicenza. «Contro le basi militari, contro la guerra - si legge nel proclama di presentazione - per il ritiro immediato dei militari italiani da tutti i fronti di guerra. Sostegno incondizionato ai popoli che resistono contro l’occupazione imperialista.Governo Prodi, governo della guerra. Fuori le basi Nato dalla nostra terra ». Il Gramigna venne in massa a Vicenza anche il 2 dicembre scorso, quando si tenne un’altra oceanica manifestazione contro il Dal Molin americano. Parteciparono circa 15 mila persone e tutto filò liscio, quelli del Gramigna si limitarono a bere e cantare. Non è dato sapere ce ci fosse anche qualcuno dei sei terroristi arrestati ieri. Antonio Borghesi, deputato dell’Italia dei valori, esprime tutta la sua preoccupazione. «Forse non siamo riusciti, o qualcuno non ha voluto, mettere da parte i vari Cesare Battisti, Oreste Scalzone, i brigatisti condannati, gli epigoni mai redenti di Lotta continua. L’arresto di esponenti del centro sociale Gramigna, fa temere manifestazioni violente a Vicenza contro la base americana. Spero che le mie previsioni vengano contraddette, ma è difficile credere ai buoni propositi di Luca Casarini, ospite gradito di Lucia Annunziata». A Vicenza sono attese dalle 50 alle 70mila persone, provenienti da tutta Italia e a anche dall’estero. La città sarà blindata, come sempre accade in queste circostanze. Stavolta lo sarà più del solito.