«Sei il diavolo», e uccide la fidanzata

Entrambi cocainomani, erano chiusi in casa da tre giorni. La droga è stata trovata nell’appartamento

Segni distintivi: addestramento mirato, spietatezza e kalashnikov. Armi da guerra comprate al mercato nero, usate con destrezza in vere e proprie azioni militari, grazie all’esperienza di criminali di lunga data (forse qualcuno anche collegato ad ex gruppi terroristici, le indagini chiriranno questo apsetto) che si mescolano agli altri comuni criminali.
Ricordano molto i componenti della sanguinaria banda che, nel ’99, assaltò un furgone portavalori in via Imbonati uccidendo l’agente di polizia Vincenzo Raiola, i nove malviventi arrestati martedì dalla polizia di Novara in stretta collaborazione con gli investigatori di Lodi e ritenuti responsabili di numerosi assalti a furgoni portavalori commessi dal 2002 ad oggi in Piemonte e Lombardia.
Il gruppo è stato bloccato nel comune di Corbetta (Magenta) evitando un’altra rapina che doveva essere commessa in quell’area. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati cinque kalashnikov, un mitra, cinque pistole, un fucile, quattro giubbotti anti-proiettile, flessibili per l’apertura dei blindati, bottiglie incendiarie, cinque auto e un furgone. Tra le armi sequestrate anche quella di Enrico Moranti, la guardia giurata 50enne investita e uccisa durante l’ultima tentata rapina attribuita con certezza alla banda, commessa la sera del 2 novembre lungo la statale 235 che dal casello autostradale di Lodi porta in città.
In manette sono finiti tre novaresi - Secondo Borghi, 51 anni, Gian Paolo Mantovani di 50, e Mario Di Domenico, 49 anni - quest'ultimo residente a Dormelletto (Novara). Tre catanesi, ingaggiati per l’occasione: Giuseppe Sabister, 51 anni, Agatino Giannino, 33, e Annibale Caro, 49enne; un milanese, Edoardo Atzeni, 48 anni; uno di Sesto Calende (Varese), Renzo Pesalento, 51enne e il capo della banda, Maurizio Magistrelli, 45enne di Corbetta (Milano).
Da tempo la squadra mobile di Novara era sulle tracce della banda, grazie a una tessera «Viacard» che veniva utilizzata in occasione delle rapine. Sabato mattina la tessera era stata impiegata al casello di Novara Est della A4. La polizia è riuscita a individuare il furgone con cui i malviventi intendevano operare e al mezzo è stato attaccato un trasmettitore Gps, quindi sono state inserite due «cimici» sulle auto dei malviventi. La polizia ha così scoperto che l’obiettivo era un furgone della Mondialpol che martedì pomeriggio avrebbe percorso il tratto Gattico-Cormano con un milione di euro. Gli agenti sono intervenuti quando la banda si è ritrovata, a Corbetta.
Secondo gli investigatori la banda aveva colpito almeno altre cinque volte. L’ultimo colpo, quello del 2 novembre a Lodi, aveva visto Moranti morire investito. Un altro morto c’era stato il 5 marzo del 2003, nel tentativo (sempre fallito) d’assalto a un furgone dei Cittadini dell’Ordine a Novara; in quella circostanza anche un bandito era rimasto ferito ed era morto due giorni dopo.