Sei donne per un reality: «Addio tacchi e mascara correremo la maratona»

Si accorgeranno in fretta che correre una maratona, pardon una «mezza», non è poi così glamour. Altrochè tacchi, mascara, fard e fondotinta. Altrochè smart-phone con i lustrini e tubini aderenti. Bisognerà sudare e parecchio, abituarsi a camminare su «quelle stupide scarpe di gomma» e bisognerà probabilmente anche cambiare un bel po'le abitudini alimentari. Certo, con la giusta dose di ironia ma la sfida è tosta: portare chi nella sua vita non ha mai corso neppure per prendere il bus a finire una 21chilometri più o meno in sette mesi. E in un periodo dove tutto diventa reality i riflettori si accendono anche sul mondo della corsa. Le protagoniste di «The posh race», lo show presentato da Marco Casabona che seguirà ogni giorno su Facebook, Twitter e Youtube la loro avventura, sono sei donne milanesi che da ieri sera hanno cominciato ad allenarsi per essere il prossimo 6 ottobre al via della London's royal park foundation half marathon nel cuore della city londinese. Addio tacchi ed happy hour. Partono da zero, cioè non hanno mai mosso un passo in vita loro. Una manager della comunicazione (Silvia Ranzi), una giornalista (Barbara Cologni), la responsabile di un centro estetico (Daniela Luzi), una bancaria (Simona Perrini), una designer (Lara Vettorato) e una gourmet (Daria Vitali) faranno la loro conoscenza con il mondo del running che così in inglese fa anche molto fashion ma che nella realtà di allenamenti e ripetute è tutt'altra cosa. A guidarle tra cardiofrequenzimetri, tempi e tabelle sarà Daniel Fontana, uno dei più forti ironman mondiali in circolazione, triathleta azzurro con due partecipazioni olimpiche ad Atlanta e Pechino e ora tra i responsabili della squadra di triathlon della Dds di Settimo milanese. Una sfida nuova per lui che sta ancora dall'altra parte della barricata e ha nella sua testa la rivincita all'Ironman della Hawai, il campionato del mondo dove lo scorso anno è stato costretto al ritiro: «Di solito mi trovo a fare conferenze stampa dove tutti mi chiedono come è andata la gara, cosa mi ha fatto vincere o cosa mi ha fatto perdere...». Qui è un po' diverso. Completamente diverso. Seguirà questo gruppo di «atlete» partendo proprio dall'Abc della corsa: «Dopo le visite mediche faremo una serie di test personalizzati e qualche gara di avvicinamento a Londra ma sono convinto che al via della mezza maratona ci saranno tutte e sei. Più che di una guida tecnica hanno bisogno di una spinta motivazionale. Ci devono credere insomma...». E così sarà, almeno nelle intenzioni. «Al di là del divertimento e dell'ironia che accompagnerà la nostra avventura- spiega Silvia Ranzi- il messaggio importante che vogliamo far arrivare è che anche a 40 anni senza aver mai mosso un dito prima si può cominciare a fare sport. E già in questi primi giorni molte di noi credo abbiano capito che questi mesi non ci cambieranno solo il fisico ma anche la mente». Giù dai tacchi quindi, ma non del tutto. Perchè se poi chiedi come mai tra le tante maratone la scelta sia caduta su Londra la risposta ti fa capire qual è l'andazzo: «Perchè Londra? É'la capitale dello shopping...». Come non detto.