Sei donne su dieci che rinunciano ad un figlio sono sposate o conviventi

Il 60% degli aborti è praticato da donne sposate o conviventi. Lo riferisce l’Associazione matrimonialisti italiani. «Sarebbe opportuno - spiega l’associazione - operare una trasversale azione di sensibilizzazione». Secondo i dati raccolti dall’associazione risulta che solo una donna italiana su due è a conoscenza che dopo il parto la madre può decidere di non riconoscere il figlio senza conseguenze giuridiche. «L’Ami - dice il presidente nazionale avv. Gian Ettore Gassani - conferma che circa il 20% delle gravidanze finisce in aborto. Tuttavia tali numeri statistici debbono essere letti con maggiore attenzione: il fenomeno riguarda per almeno il 60% coppie sposate o di conviventi more uxorio che hanno già una propria stabilità, un’abitazione, una organizzazione familiare. Si aggiunga, altresì, che una parte significativa di questi aborti riguarda donne e più in generale famiglie con un tenore di vita medi, tale da poter garantire una degna vita ai figli. È evidente che per molti italiani l’aborto è ancora considerato alla stregua di un contraccettivo. L’aborto è molto più diffuso tra le coppie di sposati e conviventi e ciò deve far riflettere».