Sei giovani accusati dell’incendio a Cravasco

Ha dato fuoco a un fazzoletto: è così che una delle ragazze avrebbe scatenato i roghi. Bruciati 15 ettari di bosco

Chiara Ennas

Sarebbero sei giovani, tre ragazze e tre ragazzi, tutti ventenni, i colpevoli dell’incendio divampato lunedì pomeriggio a Campomorone, nella vicina località di Cravasco. Grazie alla tempestività dell’intervento dei militari e alla collaborazione dei cittadini di Campomorone, i Vigili del fuoco, le Guardie forestali e i volontari della Protezione civile sono riusciti a domare le fiamme che intorno alle 17 hanno assalito le pendici delle alture circostanti al paese e a scoprirne gli autori. I ragazzi sono stati fermati con l’accusa di incendio boschivo colposo, incendio che, coprendo un fronte di circa un chilometro, ha distrutto 15 ettari di bosco e che ha richiesto l’intervento di un Canadair e due elicotteri. I militari hanno ricostruito la vicenda anche grazie ai cittadini che fin da subito hanno collaborato, fornendo un primo identikit degli interessati e dando una mano a rintracciarli,
Verso le cinque del pomeriggio, forse per una scampagnata, i sei ragazzi, tutti di Campomorone, sono saliti sulle alture di Cravasco, una zona boscosa e con abbondante presenza di sterpaglie. Una delle tre ragazze ha chiesto in prestito agli amici un accendino, con cui poi ha dato fuoco a un fazzoletto di carta. Non si sa se volontariamente oppure no, la giovane, lasciando cadere il fazzoletto in fiamme, ha poi causato così l’incendio della sterpaglia intorno, che si è immediatamente propagato, complice il vento secco. Discesi dal monte, i sei sono stati bloccati e interrogati: i carabinieri della Compagnia di Sanpierdarena hanno fin da subito messo in dubbio la loro estraneità ai fatti, visti i residui bruciati sulle mani di uno dei ragazzi. La ragazza del fazzoletto e gli altri cinque sono accusati di incendio colposo - per i piromani la legge prevede da uno a cinque anni di carcere -, ma si terrà conto del fatto che solo la ragazza è ritenuta responsabile materiale del fatto e che gli altri piuttosto sono colpevoli di negligenza. Naturalmente le indagini sono ancora in corso come pure i rilievi planimetrici necessari per chiarire le modalità del rogo stesso, anche se i carabinieri e i vigili del fuoco sono assolutamente certi che esso sia scaturito da un unico focolaio, e non da più punti di origine. È inoltre stato ritrovato e sequestrato l’accendino usato dalla giovane, l’unica a essersi mostrata reticente nei confronti degli inquirenti.