Sei iraniani su dieci bocciano Ahmadinejad

La maggioranza disapprova l’operato del governo a un anno dalle elezioni

Nicola Greco

Gli iraniani non amano il loro presidente ultraconservatore. Un sondaggio effettuato dal sito Aftab News, vicino ai riformisti, lo afferma a chiare lettere: sei cittadini su dieci disapprovano l’operato di Mahmoud Ahmadinejad (il 46.5% giudica totalmente negativo il bilancio del primo anno di governo e il 13.9% lo considera parzialmente negativo). A elogiare la politica del leader di Teheran e dei suoi ministri sono solo il 24,9% degli intervistati, mentre il 9,4% non vede alcuna differenza tra il governo attuale e quello precedente guidato da Mohammad Khatami.
Insomma, le continue sfide (dall’uranio alle minacce contro Israele) e il conseguente isolamento internazionale, ma soprattutto la politica interna, che ha visto la brusca interruzione del cammino delle riforme e l’aumento della repressione, non trovano sponda tra gli iraniani. E intanto, per non smentirsi, il regime di Ahmadinejad continua a limitare la libertà degli iraniani. Da qualche giorno le forze di sicurezza sono impegnate a sequestrare tutte le antenne satellitari sui tetti dei palazzi di Teheran. Ieri il capo della polizia della capitale ha chiesto ai possessori di antenne satellitari di provvedere loro stessi a rimuoverle evitando così un’irruzione in casa da parte degli agenti.
La decisione di «ripulire» Teheran dalle antenne rientrerebbe nella campagna del regime finalizzata a «frenare l’offensiva culturale dell’Occidente», anche se c’è chi afferma che l’iniziativa liberticida sia da collegare alla questione nucleare. I media iraniani, infatti, da mesi sono costretti a diffondere solo le informazioni che provengono dal Consiglio supremo per la sicurezza. Le tv e le radio che trasmettono via satellite erano finora le uniche fonti d’informazione alternativa sulla vicenda uranio.
E la questione nucleare è stata al centro ieri al centro di dichiarazioni contraddittorie da parte del regime della Repubblica Islamica. Il ministro degli Esteri Manucher Mottaki ha affermato che l’Iran è pronto a discutere con la comunità internazionale anche la possibilità di una sospensione delle sue attività di arricchimento dell’uranio. «Siamo disposti - ha detto Mottaki - ad avere seri colloqui anche in merito alla sospensione, ma giudichiamo illogica questa richiesta». Ahmadinejad ha tuttavia ribadito che l’Iran non rinuncerà alle attività di arricchimento dell’uranio: «Coloro che ritengono di poter privare l’Iran del suo diritto a una tecnologia nucleare civile si sbagliano».