Sei medaglie in 3 giorni: puntiamo sui soliti noti

La spedizione azzurra cerca la quota fissata a inizio Olimpiade e superata ad Atene. Ci affidiamo alle canoe di Rossi e della Idem, nel salto in alto la Di Martino può centrare il podio

Pechino - La medaglia nel taekwondo donne, ieri, ci è sfuggita. Per un calcio nel sedere sbagliato, perché poi questo è il taekwondo. Sarebbe stato meglio non prenderlo e inserire una medaglia in più nel pallottoliere olimpico della spedizione azzurra, ma tant’è: la dolce Veronica Calabrese quel calcio ha pigliato. Oggi toccherà al suo fidanzato, Mauro Sarmento, vendicarla: fra l’altro potrebbe incontrare tale Lopez, ovvero il fratello della giovane che ha preso a colpi nel didietro l’amata. Una lotta tra famiglie, dunque.

Mentre su Pechino fa notte e sull’Italia fa pomeriggio, del colpo basso inferto dal taekwondo al medagliere azzurro ci siamo già fatti una ragione. Anche perché, con franchezza, non è che si soffra se il taekwondo non ci porta allori metallici. La verità è che c’è sport e sport e l’Italia sta mancando in quelli nobili. Vogliamo mettere se le nostre truppe dovessero concludere la spedizione cinese con un paio, diciamo tre sigilli nelle discipline come si deve, quelle dove non ci si mette la foglia di fico sulla bocca quando si pronuncia la parolina magica «sport»?

Stamane (nella notte appena passata in Italia, ndr) il primo ad averci provato nella 50 km sarà stato quel lungagnone di Alex Schwazer, il nostro marciatore un poco crucco che però fa po-po-po-po come noi quando vincono gli azzurri. Qualche ora dopo verrà il turno dei ragazzi della canoa, tre gli equipaggi in finale per un’abbondanza inaspettata quanto gradita. Tanto più che uno di essi, il K4 capitanato dal bell’Antonio Rossi, ha un motivo in più per far bene: «Ovvio, ha sapore diverso, anche in questi giorni ho studiato con più attenzione le prestazioni degli altri perché ci tengo veramente a far bene. Però essere il portabandiera mi carica solo di più. Dite che si tratta di una spedizione meno medagliata rispetto ad Atene? I Giochi non sono ancora finiti, il presidente Petrucci si attendeva 27 medaglie, possiamo ancora avvicinarci... D’altra parte nessuno di noi si aspettava una Cina così forte in determinati sport: ha portato via all’Italia medaglie importanti; pensate alla ginnastica, alla vela... anche nella canoa c’è un loro equipaggio in gara con noi: l’ultima volta ci ha battuto, ma in batteria siamo andati meglio noi. Diciamo che ce la giocheremo». E domani se la giocherà Josefa Idem nel K1 500, mammina ingorda e in formissima; e come lei, però domenica, ci proveranno le ragazze della ritmica argento ad Atene. Sempre Cina permettendo visto il risultato di ieri con le fanciulle terze dietro a Bielorussia e padroncine di casa.

Nella mattina cinese avrà fatto ciò che poteva anche quel ragazzo simpatico di Manuel De Vecchi in sella alla sua Bmx da bambino; però non se ne abbia se non lo contiamo. La Bmx è una bella disciplina ma non nobiliterebbe comunque il risultato della spedizione azzurra. Non a caso, in serata il presidente della Repubblica Napolitano ha chiamato Petrucci per aver previsioni sul rush finale. C’è apprensione, insomma, anche perché all’inizio si parlava di «obbiettivo 30». Al momento siamo a quota 6 ori, 7 argenti e 8 bronzi, in più abbiamo tre medaglie già acquisite grazie ai pugili ormai entrati in semifinale: Roberto Cammarelle nei super massimi, Clemente Russo nei massimi e Vincenzo Picardi nei mosca.

Marcia a parte, l’atletica si affida domani ad Antonietta Di Martino nell’alto e chissà se Baldini, nella maratona che chiude domenica i Giochi, risorgerà dagli acciacchi e i problemi o ci dovranno pensare Andriani e Pertile. E chissà ancora se oggi un Gibilisco tutto rabbia saprà fare l’ennesimo, inaspettato, salto della vita andando a medaglia come ad Atene?

Nell’attesa di tanti se, una certezza: la sfida delle sfide, quella capace di incollare allo schermo gli italiani come solo il calcio sa fare, è già fissata per oggi: Italia-Brasile di volley. La ex grande ora un po’ armata Brancaleone e un po’ uomini tutto coraggio di coach Anastasi, contro i più forti del mondo. Due grandi ex come Andrea Zorzi e Julio Velasco ne sono convinti: «Se dà tutto buon fare il colpo». Si vedrà. Intanto, pacatamente, serenamente, non prendiamocela se un dannato calcio nel sedere ci ha tolto il sogno di un bronzo nel takewondo. Ma che cos’è il taekwondo?