Sei mesi fa il tragico festino che uccise Ana Lucia

Sono trascorsi ormai quasi sei mesi da quella tragica notte del 25 settembre, quando, nel quartiere bene di Albaro, a Genova, un festino a base di cocaina ha stroncato la vita di una giovane mamma e cambiato quella di Paolo Calissano, attore di soap opera e protagonista dei salotti tv. Solo pochi giorni fa, con l'arresto dei 5 spacciatori che, secondo gli investigatori, avrebbero ceduto la dose risultata fatale ad Ana Lucia Bandeira Bezerra, si sono concluse le indagini della Squadra Mobile genovese sulla morte della ballerina brasiliana. Per Calissano ricostruire quella notte di follie non è stato facile. A fare chiarezza sono serviti i racconti degli altri due partecipanti al festino privato. I due, un benzinaio che poi risulterà determinante nelle indagini che hanno portato all'arresto degli spacciatori, e una giovane donna con alle spalle problemi di tossicodipendenza, hanno raggiunto insieme a Calissano ed alla ballerina di lap dance l'appartamento dell'attore, un attico in un quartiere bene di Genova. Calissano e Ana Lucia si erano conosciuti appena qualche settimana prima in un sex club genovese che per mesi era stato chiuso per reati legati alla prostituzione. La donna, 30 anni appena, era rimasta folgorata da Calissano, al punto che aveva confessato ad alcune amiche di voler intraprendere una relazione con lui e, finalmente, lasciare quel lavoro che non sopportava più. Ana Laura, infatti, aveva due bambini a carico, in Italia con regolare permesso di soggiorno, e aveva assoluto bisogno di provvedere a loro. Ma con Calissano, si era lasciata scappare con le sue amiche, tutto sarebbe cambiato. Ma non è andata così. Ana Laura è stata trovata cadavere la mattina del 26 settembre 2005 sul divano dell'uomo che credeva le avrebbe migliorato la vita.