Sei milioni di euro per la gara che non c’è

Sei milioni di euro cash per una gara che ancora non esiste. Anzi, di più: un piano complessivo e quindicennale in finanziaria da due milioni di euro l’anno per il mondiale di ciclismo su pista del 2012 che il governo ha già assegnato a Treviso senza però avvisare nessuno, neanche l’Unione Ciclistica internazionale che invece deciderà solo nel 2009. Possibile? Certo: è la manovra, bellezza, non se ne può fare a meno.
E allora forse bisognerebbe chiedere a Mister Prezzi - il nostro garante ancora alla ricerca di identità - cosa ne pensa del «subemendamento all’emendamento 66.3», praticamente uno scioglilingua che di norma, nella politica italiana, diventa linguaggio ufficiale quando si tratta di distribuire denaro in giro. Così, mentre ci tolgono i soldi per arrivare alla fine del mese, oppure fanno finta di abbassare l’Ici per aumentare altre tasse a scelta, o anche aggiungono al prezzo della benzina un centesimo al litro per aiutare un clima che - diciamolo - dalle parti di Montecitorio sta diventando assai pesante, ecco però che arriva la consolazione, sottoforma di subemendamento appunto: ci faranno almeno divertire.
No, scordatevelo, non si tratta della possibilità di assistere in diretta tv a un Consiglio dei ministri con Mastella e Di Pietro seduti allo stesso tavolo. Ma appunto, giusto perché di sport ci nutriamo, di due milioni di euro moltiplicati per 15 che serviranno a finanziare un velodromo a Treviso in occasione dei mondiali di ciclismo su pista del 2012.
Intendiamoci: il proposito è di quelli lodevoli, la locale e benemerita «Associazione Ciclismo di Marca» si batte per far rinascere una disciplina antica che il Coni, peraltro, vede già come possibile fonte di lucro via scommesse. C’è in pratica da dare una casa ai nostri atleti e il governo accorre gioioso. Però - faceva notare la Gazzetta dello Sport - c’è anche qualcosa che non torna: le date che non coincidono e il fatto che Treviso ancora non ha pensato di farsi ufficialmente avanti. Lo farà? Certo, in fondo basta chiedere: i soldi arriveranno e saranno spesi sicuramente bene, la storia ce lo insegna. Noi però, a questo punto, cominciamo a pensare a un’eventuale candidatura - e qualcosa pur la troveremo - perché prima o poi, nella vita, deve pur arrivare il subemendamento giusto. Intanto, continuiamo a pedalare.
Marco Lombardo