Sei minuti di black-out, la Roma saluta la coppa in anticipo

RomaClaudio Ranieri sognava di riportare una coppa europea sulla sponda giallorossa del Tevere dopo quasi 50 anni, ma il risveglio è stato di quelli traumatici. «Facciamo vedere ai greci chi sono i romani», il grido di battaglia del tecnico alla vigilia del match ad Atene. Bastano però sei minuti di black-out della Roma, quasi un replay di quanto vissuto all’Oaka Stadium ateniese sette giorni prima, per decidere la qualificazione agli ottavi a favore del Panathinaikos. Ancora una volta decisivo il francese Cissè, che in Grecia aveva gelato i romanisti nel finale e ieri ha siglato una doppietta che ha esaltato la «marea» verde di tifosi ellenici (circa 6.000) giunti nella capitale.
Nell’Olimpico fortino inespugnabile della stagione - in cinque mesi la Roma aveva inanellato 14 vittorie consecutive tra campionato e coppe - i giallorossi mettono la testa avanti, dando l’illusione di poter continuare il cammino europeo, prima del clamoroso crollo a pochi minuti dall’intervallo e un orgoglioso quanto inconcludente assalto (fatta eccezione per il gol di De Rossi) alla porta ellenica. Stesso risultato dell’andata, quindi, e sei gol incassati in 180’, un passo indietro notevole rispetto ai progressi registrati in campionato dalla difesa.
Alcune assenze si stanno rivelando pesanti, in primis quella di Pizarro, «geometra» del gioco giallorosso. E se anche Vucinic - unico terminale offensivo per i forfait ormai prolungati di Toni e Totti - tradisce dopo una serie di prove positive e di reti pesanti, l’impresa diventa ardua. Ieri il Panathinaikos ha sfruttato al meglio le occasioni concesse, blindando poi il risultato con le parate di Tzorvas. Finora i risultati avevano assistito la squadra di Ranieri, tornata in corsa per lo scudetto (e ora, dopo l’eliminazione europea, non potrà più nascondersi). Contro i greci, invece, gli episodi sono girati a sfavore e non è bastato un generoso secondo tempo.
Inutile, quindi, il settimo gol stagionale del norvegese Riise, romanista con più presenze continentali e a un passo dal suo record personale di segnature stabilito con il Liverpool 2004-05, su punizione «sporcata» da Ninis. La partita sembra in pugno, ma con il passare dei minuti il Panathinaikos fa salire il baricentro della sua azione e nel finale di tempo capovolge la situazione. Ingenuo l’intervento di De Rossi su Ninis che genera il rigore trasformato magistralmente da Cissè, perfetta la conclusione del solito Ninis che da 25 metri fulmina Doni non impeccabile nel tuffo, incredibile l’errore di Cerci sulla trequarti con Ninis (ancora lui) che lancia Cissè: saltato Doni e gol a porta vuota.
Tre reti che pesano come un macigno, anche se nella ripresa la Roma si getta in avanti grazie anche agli innesti di Julio Baptista e Menez. Tzorvas chiude la porta a tutti tranne che a De Rossi, bravo a sfruttare una respinta corta del portiere. Ma è troppo tardi, la Roma saluta l’Europa League con molti rimpianti. E dopo il fischio finale, accenno di rissa all’ingresso negli spogliatoi: coinvolti Vucinic e un giocatore del Panathinaikos.