Sei ore di show: Miss Italia reginetta della notte

Nino Materi

nostro inviato a Salsomaggiore (Parma)

Sei ore di diretta tv per eleggere una miss. Che poi non si tratti di una miss qualsiasi ma di Miss Italia 2005, non sposta di una virgola il paradosso di una trasmissione dai tempi mostruosi. La finalissima di Salsomaggiore che andrà in onda stasera batterà probabilmente anche il record di durata dei più lunghi Festival di Sanremo: quelli in cui Pippo Baudo prendeva la linea la sera e la mollava (a malincuore) quando a «cantare» ormai rimaneva solo il gallo.
Per Miss Italia l’ora X è fissata alle 21.00 su Raiuno, quando Carlo Conti inizierà il tormentone che lo porterà, intorno all’1.00, a proclamare il nome della più bella d’Italia. Dall’altra parte del video ci saranno milioni di telespettatori benché molti, per rimanere con le palpebre sollevate, dovranno ricorrere alle mollette. Ma la tortura catodica non finisce qui: dopo la «pausa» del Tg 1 notte (ribattezzato Tg 1 notte fonda) si riprenderà infatti con il programma «Dopo Miss Italia», un’altra bella oretta e mezzo in cui i telespettatori sopravvissuti (a quel punto, solo i parenti e gli amici più stretti della neo Miss Italia) potranno «conoscere meglio i lati più nascosti» della vincitrice; dove, ovviamente, per «lati più nascosti» non si intende nulla di vietato ai 18 anni. Un «approfondimento» che si sarebbe potuto rinviare opportunamente al giorno successivo, ma che invece la legge degli sponsor ha imposto nel palinsesto in una fascia oraria apprezzabile unicamente dai malati di insonnia.
Intanto pure ieri la giornata è stata «ravvivata» dal solito Paolo Crepet, lo psichiatra dagli occhi verdi, in tinta con la giacca, che già nei giorni scorsi aveva denunciato i «tentativi di raccomandazione» di un un non meglio precisato «amico di un governatore». Secondo Crepet «queste aspiranti miss la devono smettere di camminare come cavalli viennesi allo spettacolo di Capodanno». «Sembra - prosegue l’opinionista fisso, lanciato da Bruno Vespa - che vogliano essere tutte come Claudia Schiffer e già è brutto vedere lei che cammina così... Anche il rumore che fanno con quel passo marziale è innaturale: nessuna donna normalmente cammina così. E poi le modelle spesso portano la gonna, ma loro sono pure in bikini... balla tutto. In costume quel passo lì è terribile. Poi la devono smettere anche di sorridere forzatamente: non è detto che se sorridi così sei più bella. E usano troppo trucco, sembrano le loro madri, e troppi capelli tinti e stirati». Insomma, secondo lo psichiatra divenuto una star nel salotto di Porta a Porta, «ci troviamo dinanzi a una omologazione, con una cattiva interpretazione al ribasso, di quello che il mercato dello spettacolo chiede loro». Il «mercato dello spettacolo», però, dovrebbe esigere anche un po’ più di coerenza, e non solo da parte delle aspiranti miss. Infatti, intervistato da Carlo Conti nel corso della seconda serata eliminatoria, lo stesso Crepet - ieri tanto critico nei riguardi delle ragazze in concorso - aveva detto testualmente: «Il livello generale delle miss si è innalzato di molto». Idee confuse o semplice opportunismo?
Intanto lui va avanti, dettando perfino i criteri con cui dovrà essere scelta la reginetta 2005: «Chirurgia plastica al bando, non premieremo certo una rifatta. Inoltre mi piacerebbe che andasse avanti una ragazza che non è magra come se fosse anoressica. Una miss data per “papabile” ha il bacino che si vede come in una radiografia. E non so a quale uomo può piacere una donna così. Per fortuna non ce n’è tante, saranno due o tre. E per fortuna gli indicatori sociali dicono che stiamo andando in un’altra direzione, diversa dal modello anoressico». Quindi un suggerimento: «Mostrare in diretta l’esito del televoto man mano che giungono le telefonate a favore di una miss, come se fosse la curva di un applausometro. Aumenterebbe la trasparenza del concorso e aggiungerebbe un po’ di enfasi». Infine - ma questo Crepet lo pensa senza dirlo - se la telecamera indugiasse qualche volta in più sulla sua faccia, l’audience salirebbe alle stelle.