Sei punti a favore della Repubblica

Intervenendo nel dibattito sull'identità ligure, il «monarchico» Michele Forino, mostra di essere «disinformato». Rispondo ai suoi sei punti.
1) La «Repubblica di Genova» non solo rappresentava tutta la Liguria, ma anche tutte le Comunità dell'attuale «Basso Piemonte» che ne facevano parte e la Corsica e l'isola di Capraia. Nel rispetto dei trattati di allora, all'interno della Liguria vi erano anche i «feudi imperiali», territori sotto la giurisdizione dell'impero austriaco che la Repubblica di Genova rispettava nelle loro autonomie. Le diatribe con Savona, Oneglia, San Remo, ecc… (si è dimenticato la Corsica!) facevano parte dei naturali contrasti che ci sono, anche oggi, all'interno di tutte le nazioni. Cerchi di ricordarsi quello che hanno fatto i Savoia solamente per «conquistare», con le violenze, il Monferrato! Il «Genovesato» era il modo per riferirsi a tutta la Liguria. Lo Stato del Lussemburgo è composto da diverse città e distretti, ma il nome glielo ha dato la città di Lussemburgo che ne è la capitale.
2) Sostenere che, al momento di votare i plebisciti, la Liguria era una «realtà inesistente, in quanto, essendo ormai da tempo provincia napoleonica, era priva di identità», significa proprio «travisare» la storia. Infatti lo stesso Napoleone, annettendosi l'Italia, costituì poi la Repubblica Cisalpina, Cispadana, ecc... ma, proprio nel rispetto della identità della Liguria, costituì la «Repubblica Ligure». Sconfitto Napoleone, Forino «ignora» che le truppe di liberazione inglesi e gli insorti genovesi, ricostituirono la «Repubblica di Genova» nell'aprile 1814. Per sua conoscenza vada a vedersi la bellissima collezione delle monete della Repubblica di Genova della Carige. Vedrà che ci sono anche le monete battute dalla «rinata» Repubblica di Genova, dal 20 aprile al 31 dicembre 1814 ! Forino «ignora» anche che esistono libri, ad esempio quello del 1859 di Tommaso Belgrano, che riproducono tutta la corrispondenza diplomatica che c'è stata fra il marchese Gerolamo Serra, presidente della rinata Repubblica di Genova, ed il suo delegato prima a Parigi e poi al Congresso di Vienna. Solamente uno «Stato» può emettere moneta ed avere «corrispondenza diplomatica». Non una «realtà inesistente»!
3) La rivolta di Genova del 1849 finchè non sarà «sanata» con il risarcimento dei danni subìti dalla Comunità genovese durante il «saccheggio» autorizzato dal re Vittorio Emanuele II° («e quindi anche con l'allontanamento della sua statua da P.zza Corvetto!), sarà sempre una piaga aperta nella città ed un'onta indelebile su casa Savoia.
4) La Repubblica di Genova non è mai stata «chiusa nei suoi confini» con «barriere doganali e politiche», tanto è vero che i veri studiosi la indicano come «culla del moderno capitalismo» e anticipatrice delle moderne «basi logistiche portuali» che, in allora, erano le «maone» ed i «fondaci» sparsi in tutto il mar Mediterraneo.
5) Quanto all'aspetto superbo di Genova, non lo dobbiamo certo ai Savoia che, quando i nostri avi edificarono Palazzo Ducale, Via Garibaldi, Via S. Lorenzo e tutti i «palazzi dei Rolli», erano dediti alle loro «ruberie-scorrerie» nelle valli alpine! Tutto il resto (Via XX Settembre, ecc…) fa parte della moderna urbanistica. Inoltre è assolutamente falso che «chi vuole l'indipendenza di Genova… vuole innalzare barriere a Ventimiglia e Sarzana...». È tutto il contrario. Noi del M.I.L. ipotizziamo addirittura, non più una «ristretta» Repubblica di Genova, ma una moderna «Repubblica Federale Mediterranea» che, avvalendosi dei diritti inconfutabili che ha la Comunità Ligure di riavere la sua indipendenza, possa «allargare-cedere» tali diritti anche alle Comunità limitrofe e confinanti, sempre con il consenso delle loro popolazioni, per far rinascere una «moderna» repubblica marinara, aperta ai traffici di tutto il mondo.
6) Quanto poi alla «Resistenza», sarà indispensabile che i monarchici se lo mettano bene in testa: in Liguria la «guerra di Resistenza» ha avuto un doppio merito perché l'ha liberata dai tedeschi e dal fascismo, ma anche dai Savoia con la loro monarchia. Teniamo però sempre ben presente che la Liguria è stata «costretta» a seguire gli infausti destini dell'Italia (guerre mondiali, stupide guerre coloniali, regime monarchico-fascista, ecc…), con il corollario della guerra «fratricida» di Liberazione, che una Liguria indipendente (avendone tutti i diritti internazionali, esattamente come la Svizzera), non avrebbe mai dovuto fare! Quanto poi all'ipotesi che il «sentimento monarchico, addormentatosi con il tempo, possa improvvisamente risvegliarsi», non ha in Liguria alcun «legame» con i sentimenti popolari che sono stati sempre repubblicani ed il fatto che le Istituzioni «repubblicane» della Liguria abbiano ascoltato le istanze che il M.I.L. porta avanti, dovrebbe far comprendere ai monarchici che simpatia e «sintonia» delle Istituzioni sono più verso le nostre idee che non verso quelle monarchiche.
*presidente M.I.L.
Movimento Indipendentista Ligure