Sei di sinistra e ti sposi in chiesa? Nozze a rischio

La Suprema Corte dà ragione alla moglie che aveva chiesto l’annullamento del matrimonio civile e religioso

da Roma

Lui, di sinistra e «ateo», aveva comunque deciso «per amore» della sua lei di sposarla in Chiesa con un matrimonio celebrato in «pompa magna». Ora la Corte di Cassazione sancisce che la circostanza che il marito fosse di sinistra e «attivamente divorzista» non bastano di per sé a decretare che la moglie fosse al corrente delle «riserve mentali» del consorte circa la indissolubilità del matrimonio.
Per questo la Prima sezione civile, respingendo il ricorso di Mauro D., ha sancito che le nozze, dichiarate nulle dalla Sacra Rota, possono essere dichiarate nulle anche dai nostri giudici. «Proprio perché» il marito «aveva accettato di sposarsi in chiesa e in pompa magna e proprio perché il matrimonio era stato contratto con amore», la moglie, sottolinea piazza Cavour, «poteva in buona fede ritenere che lo sposo avesse messo da parte le due riserve».
Mauro e Daniela si erano sposati nel giugno dell'89. Nonostante le idee di sinistra di lui, «attivamente divorzista», il matrimonio, per amore della sposa si era appunto celebrato in chiesa «in pompa magna». Dieci anni dopo, però, lui, porta la moglie davanti alla Corte d’appello dell'Aquila per fare dichiarare nullo anche nel nostro ordinamento il matrimonio che era già stato dichiarato nullo dalla Sacra Rota nel maggio del '95. La vicenda è finita in Cassazione dopo che il giudice di appello, dicembre 2001, aveva rilevato che la circostanza che il marito «fosse di idee politiche di sinistra non poteva ricavarsi che la riserva mentale del marito fosse conoscibile con l'ordinaria diligenza» da parte della moglie.
Sul punto l'uomo si è rivolto alla Suprema Corte facendo notare che la moglie «non avrebbe mai potuto pensare che il marito, che essa conosceva per ateo, antireligioso ed attivamente divorzista, potesse volere per sé un matrimonio indissolubile».
La Cassazione ha respinto il ricorso e, allineandosi al giudizio di merito, nella sentenza 27078, ha rilevato che «le circostanze del matrimonio contratto con amore e in pompa magna» escludono che la moglie fosse a conoscenza delle riserve mentali del marito. Anzi, «proprio perché Mauro D. aveva accettato di sposarsi in chiesa e in pompa magna e proprio perché il matrimonio era stato contratto con amore, Daniela - dice la Cassazione - poteva in buona fece ritenere che lo sposo avesse messo da parte le sue riserve».