Sei tredicenni progettano una strage a scuola

Mariuccia Chiantaretto

da Washington

Sei studenti della scuola media del villaggio dove «abita» Babbo Natale sono stati arrestati con l’accusa d’aver progettato una strage a scuola con pistole e coltelli. Gli arresti dei minorenni hanno sconvolto i 1.600 abitanti del comune di Polo Nord in Alaska, un sonnacchioso centro abitato alla porte di Fairfax. I ragazzini, tutti di 13 anni, sono stati trasferiti nel riformatorio di Fairfax dopo una settimana di indagini e centinaia di interrogatori che avevano già portato alla sospensione da scuola di 15 studenti. Non tutti questi facevano parte del gruppo «di fuoco», ma non torneranno a scuola fino a quando sarà conclusa l’inchiesta.
I sei arrestati potrebbero essere incriminati per tentata strage. Secondo le dichiarazioni del capo della polizia Paul Lindhag i ragazzi volevano vendicarsi dei compagni che li prendevano in giro e di qualche insegnante antipatico. I piani, sventati grazie all’intervento di due genitori il cui figlio aveva confidato le intenzioni bellicose dei compagni, prevedevano la disattivazione delle linee telefoniche e della corrente elettrica, sparatorie e pugnalate e quindi una rocambolesca fuga nelle campagne.
La data fissata per la strage doveva essere il 17 aprile, ma era stata rimandata di un giorno per completare i preparativi. Il capo della polizia non ha voluto precisare se in tasca dei sei ragazzi arrestati sia stata trovata una lista delle potenziali vittime.
All’inizio della scorsa settimana, quando il presidente Ernie Manzie è stato avvertito del folle piano dei ragazzini lui ha informato i genitori di tutti i 568 allievi della scuola. Molti hanno preferito tenere i figli a casa per l’intera settimana. Dopo gli arresti di sabato il preside ha chiesto ai genitori di far riprendere le lezioni ai figli e ha assicurato che fino alla fine dell’anno scolastico l’edificio della scuola media sarà costantemente pattugliato dalla polizia.
«Non riesco a capacitarmi - ha commentato il sindaco di Polo Nord, Jeff Jacobs, che insegna anche inglese nella scuola media - su come i ragazzi avrebbero potuto portare a compimento il loro piano. Sono sorpreso come tutti. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che una cosa simile potesse accadere in un posto tranquillo come questo.
«L’episodio - ha poi aggiunto - è un vero e proprio campanello d’allarme non solo per gli insegnanti ma anche per i genitori che devono assolutamente tenere aperti tutti i canali di comunicazione possibili con i figli».
Polo Nord, anche se dista soltanto una ventina di chilometri da una grande città, è uno dei luoghi più sereni e tranquilli del mondo. Gli abitanti, tutti casa e chiesa, si considerano fortunati. I capi famiglia lavorano nelle raffinerie e nelle vicine basi militari, la Eielson Air Force e Fort Wainwright, e la gente si dichiara felice di vivere in un posto, almeno finora, considerato lontano dai problemi che angustiano la civiltà moderna.
Secondo il capo della polizia non esiste alcun nesso fra la trama organizzata dai sei ragazzini per vendicarsi di compagni e professori e la sparatoria al liceo Colombine di Denver il cui settimo anniversario ricorreva giovedì scorso.