«Seimila case occupate, ora basta» la Cgil è pronta a scendere in piazza

Quelli della Cgil non hanno dubbi: «Chi abusivamente occupa un alloggio va sbattuto fuori». Certezza che, spiega Onorio Rosati, vale «per i delinquenti, quelli con il Porsche Cayenne parcheggiato sotto casa e che minacciano la gente perbene». E gli altri illegali? «Bisogna offrire soluzioni a chi occupa in stato di bisogno» risponde il segretario milanese Cgil. Virgolettato che Achille Colombo Clerici di Assoedilizia critica: «Il giudizio sullo stato di bisogno è competenza del giudice penale e non dell’autorità comunale».
Resta però valida la premessa del sindacato, «la sicurezza è un diritto degli inquilini e occorre chiedere con forza che vi siano le condizioni per garantirla».
Messaggio chiaro, che il Sunia, sindacato degli inquilini, completa: «L’abusivismo ha assunto proporzioni tali da dare di Milano un’immagine di città fuori controllo, con zone franche. Occorre rispondere immediatamente, con urgenza garantendo il rispetto della legalità ma anche della tutela sociale». Che per Stefano Chiappelli, segretario del Sunia ambrosiano, significa «non sgomberare indiscriminatamente i seimila alloggi occupati abusivamente né pensare ad una sanatoria generalizzata» poiché darebbe «l’immunità a chi ha fatto dello sfondamento delle porte delle case popolari la propria professione».
Presupposto ad un’azione che, concretamente, per Cgil e Sunia si sintetizza «nell’utilizzo di tutte le risorse disponibili per l’assegnazione degli alloggi sfitti», «un contratto aperto per il recupero degli alloggi così da renderli immediatamente riassegnabili» e, soprattutto, «un tavolo comune di confronto sui temi della casa e dell’abusivismo, con tanto di costituzione di un osservatorio di monitoraggio per la gestione del problema». «Problema» abusivismo che riguarda Aler - con 2.839 occupazioni (su un patrimonio di 41.665 alloggi) - e Comune che supera i tremila irregolari (su 29.491 proprietà)».
E mentre l’azienda lombarda di edilizia residenziale fa sapere che, nel 2007, sono state 846 le occupazioni e di queste gli alloggi recuperati sono pari all’80 per cento, Luciano Niero, presidente di Aler denuncia che «il 20 per cento restante di quelle occupazioni sono considerate casi particolari, che le forze dell’ordine non se la sentono di sgomberare: è il buco nero dei servizi sociali che non hanno la forza di intervenire, un problema in capo al Comune».
Palazzo Marino replica con un reclamo al governo: «Abbiamo bisogno dei 55 milioni di euro promessi dal governo per le case popolari» spiega l’assessore Gianni Verga. Che aggiunge: «Il Comune ha stanziato 130 milioni di euro: ci sono cantieri aperti, fondi di manutenzione ordinaria e straordinaria e abbiamo messo a disposizione aree. Noi abbiamo valorizzato parte del patrimonio per reinvestire nelle case popolari».