Sella: «Bancoposta fa concorrenza sleale»

Il presidente dell’Abi: prezzi più bassi solo grazie ai sussidi del Tesoro

da Milano

«Negli ultimi cinque anni Bancoposta ha aperto 3 milioni di conti correnti. Ha portato via alle banche 3 milioni di clienti grazie a sussidi pubblici che consentono di applicare prezzi più bassi. La raccolta in conto corrente viene infatti trasferita al ministero dell’Economia, che applica un tasso del 4,35%, 200 punti base più alto di quello di mercato. Questo significa che dal 2001 al 2003 il Tesoro ha portato un miliardo di euro di extra-ricavi». Maurizio Sella, presidente dell’Abi, presentando ieri l’ordierna assemblea dell’Associazione bancaria, propone una soluzione: «Mettere Bancoposta sul mercato per ripristinare condizioni eque di concorrenza», «perché con i ricavi extra generati dal Tesoro, Bancoposta può permettersi di fare prezzi più bassi». Molti ricorderanno la lunga battaglia con la quale le banche, alcuni anni fa, si opposero all’«evoluzione» dei servizi finanziari delle Poste italiane.
In tema di concorrenza, Sella è stato netto: «Non prendiamo lezioni da nessuno». Egli ha spiegato: «Negli ultimi 10 anni c’è stato un forte spostamento delle quote di mercato. Il 35% dei depositi e il 50% degli impieghi ha infatti cambiato banca». «Il nostro margine era del 6,01% dieci anni fa - ha aggiunto Sella - e ora è del 3,82 per cento. Si tratta del nostro fatturato, e noi lo abbiamo ridotto del 30%. Con l’iniziativa “PattiChiari” abbiamo messo i conti a confronto. In materia di concorrenza non prendiamo lezioni da nessuno. I conti correnti infatti si scelgono, le bollette si subiscono». Le nostre banche sono forti anche in Europa: «L’Italia - ha ricordato Sella - è rappresentata da tre gruppi fra i primi 14 nell’area euro».