Sellani, fantasia di pianoforte per dare nuova luce ai classici

Sempre così. Prima si inizia la carriera cercando di mostrare (giocoforza) il proprio talento. Poi si cresce, si cambia, si lascia spazio ad altro. E così Anastacia, che torna con «I can feel you», stavolta lascia andare la sua strepitosa voce con il pilota automatico e si concentra sull’aspetto glamorous del suo personaggio di cantante punita dalla sorte, di bel talento che ha dovuto pagare il pedaggio alla pigrizia dei discografici (prima) e poi alla malattia (dopo). Adesso in quattro minuti circa di canzone si cambia d’abito una decina di volte, si compiace davanti alla telecamera, lascia che l’obiettivo si concentri sui suoi occhi più che sulla voce e che la inquadri in pose da diva che fanno tanto Beyoncé e che da lei proprio non ci aspettavamo. Capita.

Anastacia - I can feel you (Universal)