Selmis, galoppo super: le Capannelle hanno un nuovo «Presidente»

Il tanto bistrattato - spesso ingiustamente - galoppo di casa nostra si è preso una clamorosa rivincita: l'italianissimo Selmis, allevato sui prati di Oriano, vicino a Sesto Calende, da Franca Vittadini ha imposto l'alt nel «Presidente della Repubblica» alle Capannelle al fortissimo franco-arabo Trincot, soggetto di grande rango, capace di scherzare all'ultima uscita con cavalli di classe internazionale fra cui lo stesso derby-winner transalpino Vision d'Etat. Sulla base di questo exploit Trincot domenica sembrava il classico cavallo «già arrivato», battibile soltanto con una fucilata. Invece il portacolori di Godolphin - la scuderia araba sul tetto del pianeta - ha trovato sulla propria strada un Selmis scultoreo nelle fattezze e straripante nella potenza atletica, in grado di portare a casa il risultato pieno con disarmante facilità. Basti pensare che a pochi metri dal traguardo, a risultato ormai acquisito, il fantino Mirko Demuro - una «cravache» che nulla ha da invidiare ai migliori del mondo - trovava il tempo di roteare per un giro intero la frusta con un gesto preso a prestito da Pat Eddery, il mitico fantino della regina Elisabetta. Mirko Demuro, arrivato alla piena maturità a 30 anni compiuti, non ha sbagliato veramente nulla appostando subito il suo Selmis nella scia del tedesco Estejo, vincitore dell'ultima edizione della corsa, e anticipando Trincot, rimasto nelle retrovie e apparso in difficoltà a trovare la sua azione più redditizia su un terreno troppo duro per le proprie caratteristiche. Ai 300 finali Selmis metteva il turbo ed andava a conquistare un facile successo, mentre il temutissimo Trincot era in grado di sciorinare il suo devastante cambio di marcia soltanto ai 200 finali: troppo tardi per insidiare Selmis, primo per una scarsa lunghezza, ma in tempo per «giustiziare» per questioni di centimetri l'altro italiano Freemusic per il posto d'onore. Per Mirko Demuro si tratta del quarto successo nel «Presidente della Repubblica», uno in meno per l'allenatore Vittorio Caruso che si era già imposto due volte con l'indimenticabile Altieri. E non si può non fare un paragone fra Altieri e Selmis che hanno davvero molto in comune: entrambi sauri e dal modello monumentale, entrambi figli di Selkirk, entrambi «creature» del trainer Vittorio Caruso ed entrambi esplosi con la maturità sempre per il rosa e il verde della scuderia Incolinx dell'ingegner Diego Romeo, un proprietario della vecchia scuola che merita questo momento di grazia. Nell'euforia del dopo-corsa si è parlato per Selmis di un'ambiziosa trasferta estera per le favolose «Eclipse Stakes», una delle corse più ricche e blasonate del pianeta.