Selva di mattoni anche sull’ultimo spicchio di verde

Ancora cemento. Il fatto è che sotto l'alluvione continua di mattoni sembra venga sepolto anche il diritto a conoscere cosa succede nei meandri del Comune e della Regione. Andiamo con ordine. Sulla Collina Fleming l'ultimo ettaro e mezzo libero, destinato a verde pubblico dai precedenti piani regolatori, non diventerà (l'unico) parco del quartiere. Con la solita variante al prg la giunta Veltroni lo ha reso edificabile per 39 mila metri cubi. «Tutto questo nonostante sull'area ci siano ben due vincoli, paesistico e paesaggistico» protesta il Comitato per il parco pubblico del Fleming: «L'assessore all'Urbanistica, Roberto Morassut, ha chiesto d'ufficio alla Regione che i vincoli siano cancellati». Sono state raccolte 1.200 firme di protesta e consegnate sia al sindaco Veltroni che al presidente della giunta regionale, Piero Marrazzo, del tutto ignorate. In barba agli anziani e ai bambini del quartiere.
La vicenda dei nuovi Piani paesistici regionali è ancora più incredibile. L’8 giugno le associazioni ambientaliste si sono viste convocare per un'audizione dall'assessore regionale all'Urbanistica, Pompili, ds. Il quale ha consegnato loro il nuovo Piano territoriale, contenente tutte le richieste di modifica dei vincoli precedenti presentate dai Comuni, comprese quelle - le più numerose e complesse - del Comune di Roma. Un dossier voluminosissimo, molto complicato e che richiede un lavoro immane. Alle associazioni è stato «benevolmente» concesso un lasso di tempo per studiare le carte e presentare le controdeduzioni: 7 giorni.
Sdegnata la reazione degli ambientalisti: «Definire tale audizione una prova della volontà dell'amministrazione di favorire la partecipazione delle associazioni è chiaramente fuori da ogni ragionevole rappresentazione», protestano. Il Coordinamento Romambiente, che raduna una quarantina di associazioni e comitati, ha inviato una lettera indignata al ministro ai Beni culturali, Francesco Rutelli, a quello all'ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, a Veltroni e a Piero Marrazzo. Esiti: zero. Venerdì 22 giugno sul Piano territoriale si è riunita di maggioranza: nei prossimi giorni andrà al voto in consiglio.
Per quanto riguarda il Comune di Roma, per fare qualche esempio, sono previste addirittura la possibilità di edificare dentro il Parco di Veio e la modifica del perimetro della riserva di Castelporziano e Capocotta. Che tutto questo accada con giunte, sia in Campidoglio sia alla Pisana, che vedono la presenza dei Verdi è uno di quei paradossi cui negli ultimi 15 anni ci siamo abituati. Ma ora che si parla tanto di Partito democratico, forse sarebbe bene ricordare i presupposti più elementari della democrazia.
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