Semafori truccati: rimossi sei t-red e indagati due vigili

(...) Proprio i titolari delle due società, infatti, erano già stati indagati nei mesi scorsi dal pm Robledo per analoghe anomalie che sarebbero state riscontrate nel comune di Segrate. E, stessa l’inchiesta, stesse le ipotesi di accusa. Per il magistrato, infatti, la durata del giallo ai semafori controllati dalle telecamere era così breve da rendere difficile attraversare un incrocio senza passare di fatto col rosso. Con relativa «fotografia» dei T-Red, e multa a seguire. Un vero e proprio business, sia per gli amministratori locali (che grazie all’enorme mole di contravvenzioni possono ingrassare il bilancio) sia per le società che forniscono il servizio, alle quali va una percentuale per ogni multa spiccata, a prescindere che vanga pagata o meno. Di qui il secondo livello dell’indagine. Dai semafori alle gare d’appalto.
Le fiamme gialle, infatti, hanno sequestrato alcuni documenti anche nei comuni di Paullo e Spino D’Adda, proprio per verificare eventuali irregolarità nei contratti tra gli enti locali e le due società. E l’inchiesta continua ad allargarsi. Perché i finanzieri sono arrivati anche a Bergamo, ma dopo aver proceduto all’acquisizione di una copia della gara d’appalto, non hanno nemmeno dovuto smontare un T-Red segnalato come anomalo. Qualcuno l’aveva già fatto per loro. Quell’apparecchio, che doveva avere un valore sperimentale, era già stato rimosso dalla polizia locale dopo che l’ampio risalto dato dagli organi di informazione alla vicenda del «vampiro rosso» di Segrate. I documenti sequestrati, in ogni caso, saranno controllati dagli inquirenti per accertare eventuali violazioni. Ma al momento, a Bergamo, non ci sono indagati.
Un vero incubo, i sei apparecchi sequestrati ieri. Installati lungo la Paullese agli incroci con la strada provinciale 461, tra via Santa Maria Domenica Mazzarello e via San Petrino, e con la strada provinciale 1 a Rivolta D’Adda, avevano già «pizzicato» migliaia di automobilisti a bruciare un semaforo. Nell’ultimo anno, infatti, sono state circa 9mila le violazioni contestate a Paullo, e altre 6mila quelle di Spino D’Adda. Multe che, con ogni probabilità e come già emerso nel caso di Segrate, potrebbero non avere valore. Anche la provinciale 415, almeno per quanto riguarda il tratto compreso nella provincia di Milano, non è inserita dal prefetto nell’elenco di quelle strade su cui è autorizzato l’uso dei T-Red per fotografare il passaggio col rosso senza che un agente contesti sul posto la violazione. E senza autorizzazione prefettizia - e dopo l’intervento del il ministero dell’Interno - quelle le multe rischiano di diventare carta straccia.