Sembra neve, invece è polline: allarme allergie

Pioppini, graminacee, betulle. Negli anni ’70 ne soffrivano il 5% dei
milanesi ora il 25%. Il Policlinico diffonde un bollettino settimanale
che è esposto nelle farmacie comunali

Occhi che bruciano, cerchio alla testa, uno starnuto via l’altro. Avvertimento a tutti gli allergici: i «pioppini» che svolazzano indisturbati non sono i veri colpevoli. Hanno solo la sfortuna di circolare quando l’aria è congestionata dai pollini di graminacee, fra le specie imputate del maggior numero di allergie. Sta succedendo in questi giorni, i pioppini, che non sono altro che i frutti dei pioppi, si muovono con la brezza trascinando insieme un nugolo di micidiali pollini. Dal bollettino diffuso dalla struttura di Allergologia ambientale del Policlinico (www.policlinico.mi.it) si nota che nella settimana compresa dal 27 aprile al 3 maggio sia le graminacee che le betulle hanno superato la soglia di 50 pollini per metro cubo (segnalata dal bollino rosso).
Ma nell’aria che respiriamo non mancano particelle di noccioli, ulivi, cipressi, piante composite e ambrosia, per citare alcuni degli alberi che scatenano più allergie. «Non ci sono evidenti differenze rispetto all’anno scorso - conferma Mario Previdi responsabile della struttura - se non che nel 2008 è stata più precoce di una decina di giorni la fioritura delle graminacee rispetto alle parietarie. Comunque ogni martedì aggiorniamo il bollettino che riporta i dati della settimana appena trascorsa e le previsioni della successiva». L’andamento dei pollini è esposto anche nelle 85 farmacie comunali, la centralina del Policlinico, in funzione dal 2003 in via Francesco Sforza, è l’unica pubblica di tutta la città. Certo è che da gennaio a ottobre si alternano le fioriture di piante fastidiose, si comincia col cipresso a gennaio, poi ontani e betulle in febbraio-marzo. Ad aprile-maggio imperversano graminacee e parietarie, a giugno le composite (i fiori con tanti petali), infine la terribile ambrosia che dà il peggio di sè da fine estate all’inizio dell’autunno. Il numero delle persone allergiche è in crescita anno dopo anno. «Se negli anni Settanta la popolazione allergica non superava il 5 per cento, ora siamo al 25 per cento fra gli adulti - stima Previdi - Ma fra i bambini e i ragazzi sotto i 18 anni si arriva anche al 30 per cento».
Fra le cause, a detta degli esperti, ci sarebbe lo smog.
Come prevenire i disturbi? «Vaccinandosi o evitando l’esposizione ai pollini - conferma Previdi - Ciascuno di noi poi può dare un proprio contributo segnalando ad esempio la presenza di ambrosia che, per legge, va falciata». L’ambrosia nasce in maggio, in luglio è una pianticella adulta, da agosto a settembre fiorisce e il suo polline viaggia col vento, ogni folata sono milioni di pollini rimescolati. Che provocano disturbi insopportabili, il 50 per cento della popolazione allergica all’ambrosia, soffre d’asma. Dopo il fiore la pianta produce un’infinità di semi, molto longevi, che assomigliano a tanti chicchi di riso e possono restare a riposo nel terreno fino a 15 anni. Secondo gli studiosi l’ambrosia conquista 10 chilometri di territorio all’anno, i semi vengono trasportati anche dalle automobili. Uno studio della Regione dimostra che gli allergici all’ambrosia sono quasi raddoppiati in dieci anni, passando dal 7,5 per cento al 13 per cento».