Semilibertà a Priebke: esplodono le polemiche

All'ex ufficiale delle SS, condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine, è stato concesso un permesso per recarsi a lavoro. Ma la decisione dell'ufficio militare di sorveglianza ha suscitato reazioni molto dure, sia tra i politici che nella comunità ebraica

Roma - Erich Priebke, il 93enne ex ufficiale delle SS condannato all’ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine, ha ottenuto il permesso di lasciare gli arresti domiciliari con un’autorizzazione, firmata dall’ufficio militare di sorveglianza, per motivi di lavoro. Secondo quanto si è appreso Priebke, ai domiciliari in un appartamento della capitale, potrà andare a lavorare "tutti i giorni, libero nella persona", nello studio del suo avvocato.

Lavoro nel campo editoriale Priebke potrà lasciare l’appartamento sull’Aurelia per raggiungere lo studio legale nel quartiere Monti, a pochi passi dalla Banca d’Italia. Quale sarà il suo lavoro ancora non è chiaro, anche se uno dei suoi legali, l’avvocato Giosuè Bruno Naso, ricorda che in questo periodo Priebke, arrestato in Argentina nel 1994 ed estradato in Italia l’anno successivo, "scrive molto" e, probabilmente, ha bisogno di consultare materiale di documentazione. Non è escluso dunque che l' ex ufficiale nazista possa impegnarsi in un’attività di tipo editoriale.

Mastella: "Sono abbastanza perplesso" "Se facessi parte della comunità ebraica non sarei contento, ma anche come cittadino della Repubblica Italiana resto abbastanza perplesso": questa la reazione del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, alla decisione di concedere libertà di movimento all’ex ufficiale delle SS Erick Priebke. "C’è perdono e perdono - ha detto ancora Mastella, a Lussemburgo per il Consiglio dei ministri Ue - ogni atto che va in quella direzione finisce per riverberarsi, per ricordare tragedie che restano tragedie".

Rutelli: "Una dolorosa ferita per la memoria del Paese" "Ho vissuto in prima persona, durante la mia esperienza come sindaco di Roma, il dolore e lo sgomento dei familiari delle vittime delle Fosse Ardeatine, della comunità ebraica e della città tutta, di fronte alla sentenza che, nell’agosto 1996, dispose la scarcerazione di Priebke. Quanto alla decisione di oggi - conclude Rutelli - rinnovo tutta la mia solidarietà e vicinanza a quanti hanno sofferto in tutti questi anni e ora si trovano di fronte ad una nuova, dolorosa ferita per la memoria del nostro Paese".

Veltroni: "Penso alle famiglie delle vittime" "Di fronte a una notizia del genere - dichiara il sindaco di Roma Walter Veltroni - il mio pensiero va alle famiglie che vedo tutti gli anni alle Fosse Ardeatine. Persone che hanno il loro padre o la loro madre uccisi o, comunque, che hanno sopportato il dolore di questa tragedia e che adesso vedono libera la persona che è stata assolutamente responsabile di questo dolore. Un pensiero di solidarietà della città ai familiari delle vittime".

La comunità ebraica: "E' una vergogna" "È una sentenza che porta vergogna al magistrato che la ha emessa e a tutta la magistratura". Così il presidente della Comunità ebraica di Roma, Leone Paserman, commenta l’autorizzazione concessa a Priebke. "Sono i soliti trucchi all’italiana e c’è da vergognarsi - prosegue Paserman - non si è avuto il coraggio di concedergli la grazia e ora, dopo un ergastolo scontato per pochi anni, gli si dà la possibilità di lavorare a 93 anni".

Pannella controcorrente Pannella non condivide le polemiche e invitando a lasciar "vivere e morire in pace, in una pace nostra e sua", l'ex ufficiale delle SS. Per Pannella, accade che "un tribunale militare mostri più senso della giustizia, umano, civile di tanti politici, e non solo".