«Semplicemente favoloso» Capello nuovo re d’Inghilterra

La stampa britannica incensa la vittoria sulla Croazia e le scelte di Mister Fabio: «Che coraggio mettere Walcott al posto di Beckham. Usciti da un’epoca buia»

da Londra
Come sempre nel calcio, sono bastati 90 minuti per riaccendere l'entusiasmo di una nazione sull'orlo di una crisi di nervi, spazzando via ogni dubbio. Un’ora e mezza, dalla costernazione all’euforia. Sabato scorso l’Inghilterra vinceva senza convincere contro Andorra. Dopo nove mesi la luna di miele tra Fabio Capello e i media era ufficialmente conclusa. La vigilia di Zagabria era trascorsa tra le sferzate dei tabloid e le incertezze su una squadra ancora alla ricerca di una propria identità. Sul tecnico italiano era pronto a scatenarsi un uragano di critiche in caso di passo falso. Eppure già nella conferenza di martedì Capello si era detto sicuro di «una grande prestazione» dei suoi. «Giochiamo meglio di partita in partita, vedo una nuova convinzione in questa squadra», le parole del Ct. Una fiducia a tutto campo accolta con più scetticismo che sorpresa dalla stampa inglese. Dopo l’1 a 4 ai croati, Capello è stato onesto nell’ammettere che non si aspettava un successo di simili proporzioni, ma una volta di più ha confermato di averci visto giusto. Perché «mercoledì notte - scrive il Sun - quattro gol favolosi hanno segnato l'inizio di una nuova era». «Diciamolo ad alta voce, diciamolo con orgoglio: l'Inghilterra è tornata», proclama il tabloid. È tornata nel segno di Theo Walcott, campioncino dell'Arsenal, autore di una storica tripletta. È suo il volto dei Tre Leoni, versione Capello. «L'era di David Beckham è finita, quella di Walcott appena cominciata», secondo il Daily Telegraph, che scomoda addirittura l'esperimento al Cern di Ginevra: «La collisione con le particelle inglesi al Maksimir Stadium ha prodotto la disintegrazione di quelle croate. Scintille in cielo, ma è stata la Croazia a bruciare». L'eroe di Zagabria si è meritato i complimenti dello stesso tecnico di Pieris: «Può diventare un giocatore di classe internazionale, l’ho schierato perché l’avevo visto molto bene contro Andorra e in allenamento». «Walcott regala all'Inghilterra una nuova speranza», titola il Times, celebrando il «trionfo dei giocatori, ma nondimeno di Capello», per le sue scelte ineccepibili. «La fine del mondo non è dopo tutto ancora vicina, ma c’è stato un grande big bang ieri sera, il suono del calcio inglese è esploso in una fragorosa vita», scrive l'autorevole quotidiano, ricordando l'ultima grande impresa degli inglesi lontano da Wembley, nel 2001 in Germania (ct di allora, Sven Goran Eriksson). Complimenti a Capello anche dal Guardian che gli riconosce «quella maestria nell'arte di schierare l’Inghilerra libera di esprimersi al meglio». Addirittura un vero e proprio endorsement da parte del Daily Mail, avamposto della prima ora per gli scettici anti-Capello: «Non c’è più nessun buco nero che attende il nuovo Ct. Nessuna sensazione che l'aura trionfale che accompagna il tecnico sia svanita. Al contrario da ieri sera c’è la sensazione che l’Inghilterra è uscita da un'epoca buia e ha trovato in Capello qualcuno capace di guidarla dalle oscurità verso il Sudafrica». Incontenibile l'entusiasmo della stampa popolare, all'improvviso generosa di lodi. «Favolosa, sensazionale, assolutamente brillante: è la notte che definisce il regno di Fabio Capello e il lancio di Theo Walcott nel mondo del calcio», scrive il Daily Mirror. Più che mai, una partita allunga la vita.