SEMPLICITÀ Un festival per non complicarsi la vita

Oggi e domani di scena «LivingSimplicity» con scrittori, filosofi e cantanti, da Jovanotti a don Rigoldi. Per imparare a convivere con la complessità nelle scelte di tutti i giorni

Francesca Amé

Avviso ai milanesi: per una volta, non scappate via nel fine settimana. Oggi e domani si celebra in città un evento utile a capire come poter «staccare» - amatissimo verbo da queste parti - senza incolonnarsi verso laghi, montagne o mare. Si tratta del Festival della Semplicità, ossia LivingSimplicity che, allo spazio Pelota di via Palermo 10, ci spiega come «tradurre la complessità in semplicità» e vivere bene. La letteratura sull'argomento è sterminata: studiosi come John Maeda dai laboratori del Mit di Boston hanno studiato il valore della semplicità nella vita di oggi. Il successo di strumenti sofisticati ma di immediata comprensione come l'iPod è solo una delle dimostrazioni di questa tesi (ben argomentata ne Le leggi della semplicità, Bruno Mondadori).
Ma il festival milanese non si limita al rapporto con la tecnologia: la semplicità è dote da ricercare in ogni aspetto della vita di tutti i giorni, per evitare stress inutili e dannose ansie. Lo sanno bene gli americani quando usano il motto Kiss che non significa bacio ma è l'acronimo di «Keep it simple, stupid!» (ovvero: «Cerca di semplificare, e non fare lo stupido»). Di kiss se ne diranno tanti, domani e domenica: questa per lo meno è l'aspettativa di Franco Bolelli, curatore del festival, che porterà sul palcoscenico dello spazio Pelota i personaggi più svariati: con Camila Raznovich e Daniele Bossari come conduttori, saliranno sul palco Jovanotti e Linus ma anche un tipo tutto serio come il politologo Vittorio Parsi e, a seguire, i filosofi Giulio Giorello e Umberto Galimberti. Ci saranno il critico Aldo Grasso, la Gialappa's, Lella Costa e don Gino Rigoldi. E poi Elio Fiorucci, lo scrittore Andrea De Carlo, Edoardo Boncinelli e molti altri.
Dalle 17 a mezzanotte di oggi e domani i personaggi invitati spiegheranno che cosa sia per loro la semplicità e soprattutto come questa si possa applicare nelle scelte quotidiane di ciascuno. Il tutto, condito da video, musica e performance, compreso uno show di magia, un saggio di un graffitaro e utili lezioni di pilates.
«Volevamo lanciare l'idea della semplicità come stile di vita», spiega Sergio Tonfi, direttore Comunicazione di Philips, l'azienda che organizza questa due-giorni su cui si è già attivato un forum online (www.livingsimplicity.it). Domenica, una sezione del festival sarà dedicata a Milano e a giudicare dai commenti giunti sinora sul sito la scelta non poteva essere più azzeccata: Milano, metropoli complessa, richiede ai suoi abitanti discrete dosi di organizzazione, buon senso e fantasia per vivere bene. Ecco che cosa consiglia Elio Fiorucci: «Voler apparire serve solo a complicarsi la vita. Semplicità è lasciare a casa la macchina, magari con autista, e prendere i mezzi pubblici. Io faccio così». Semplicità fa rima con creatività: non lo pensa solo Fiorucci, ma anche il celebre disegnatore Bruno Bozzetto: «Per me essere semplici significa comunicare con il minimo sforzo il massimo del significato. Nel disegno la semplicità è importante: è segno di chiarezza mentale». Trucchi per semplificarsi la vita? «Più che suggerimenti, punto l'indice contro certe diavolerie del nostro tempo, come alcune macchine per distribuire i biglietti del tram. Ci vuole una laurea in ingegneria per capirle».
Il filosofo Giulio Giorello prima abbozza una battuta: «Liquidare la nostra classe politica, a destra come a sinistra, ci semplificherebbe non poco l'esistenza». Poi commenta: «In realtà la semplicità è una delle cose più difficili del mondo. È l'ombra della complessità». Un concetto su cui riflette anche Vittorio Parsi, docente di Relazioni internazionali alla Cattolica: «In politica la semplicità è il riconoscimento della complessità e la fuga dai semplicismi». Un motto applicabile anche alla vita di tutti i giorni ma, ammette il professore, «paradossalmente più difficile da mettere in pratica nel quotidiano, dove abbondano i luoghi comuni». Insomma, essere semplici non significa fare le anime belle - anche se un po' di beata innocenza, ce lo confermano i creativi, fa bene alla vita - ma semplificare le situazioni per scegliere il meglio. Il nostro cervello, spiega Edoardo Boncinelli, funziona così. «La tecnologia ci ha semplificato la vita enormemente, ma l'essere umano non si accontenta mai e, a volte, se la complica da solo». Per Boncinelli la semplicità non è donna: «Noi uomini sapremmo vivere con il minimo indispensabile», dice.
Si accettano scommesse.