Semplificazione, domani cancellate 29mila leggi

Domani il cdm approverà l'operazione avviata dal minsitro Calderoli: verranno cancellate dall'ordinamento 29mila vecchie norme antecedenti al 1948. Si tratta della seconda tranche dopo il taglia-leggi che ne cancellò 3.300

Roma - Mega semplificazione legislativa in arrivo. Domani al consiglio dei ministri un decreto legge del ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli - secondo quanto si apprende da fonti del governo - manderà in "pensione" ben 29mila leggi obsolete precedenti al 1948. Si tratta di un’operazione "monstre" che segue ad una analoga, ribattezzata il "taglia-leggi" con la quale si cancellarono 3.300 norme. Basterà un decreto legge di appena tre articoli per tagliare le 29mila leggi. Lo porterà domani in cdm Calderoli, che prosegue così l’operazione taglia-leggi dopo il provvedimento di giugno che ne ha abrogate circa 3.300. Non solo: con il decreto verrà istituita una banca dati pubblica delle norme vigenti, che dovrebbe essere operativa entro il 2009. Attualmente un cittadino che volesse avere accesso alla normativa vigente, è infatti costretto a rivolgersi, pagando, a banche dati private.

Colpo di cancellino Le 29mila leggi che verranno cancellate con il decreto, a quanto si apprende, sono tutte norme promulgate prima dell’entrata in vigore della Costituzione, nel periodo che va dal 1860 al 1948. Leggi praticamente non più applicate, molte delle quali propriamente "fasciste" nel senso che fanno riferimento a istituti come ad esempio la Camera dei Fasci, ma che formalmente sono ancora in vigore. E che quindi, se non abrogate, dovrebbero essere inserite nella banca dati, con costi enormi. Infine, il terzo articolo "salva" una trentina di leggi che, con il provvedimento di giugno, sarebbero state abrogate a partire dal 22 dicembre. Ma - spiegano dal ministero per la Semplificazione - ci si è resi conto che tra quelle 3.300 leggi ce ne sono appunto circa trenta di cui serve ancora la vigenza. Un intervento che al ministero leggono come conferma della bontà del lavoro svolto: 30 leggi su 3.300 indicano un margine di errore inferiore all’1%.