La semplificazione è l’unica strategia contro gli sprechi di denaro pubblico

Semplificazione: sicuramente è questa, oggi, la parola chiave per provare a risolvere alcuni dei più inquietanti e pressanti problemi del Paese. Dopo alcuni decenni di complicazioni ma soprattutto di moltiplicazioni di enti e agenzie, il sistema Paese è arrivato, come si doveva e si poteva ben immaginare, al collasso in tutte le sue varie espressioni. La continua istituzione di nuove realtà, con attribuzioni di compiti e responsabilità spesso duplicati, ha ingolfato il sistema, aumentato a dismisura i costi di gestione, determinato in gran parte il buco del debito pubblico.
La Regione Lazio, purtroppo, è un esempio chiaro di ente ormai eccessivamente pesante. Non è quindi un caso se da tempo la parola semplificazione è entrata nel quotidiano colloquio politico e si è cominciato a comprendere che, nel rispetto e nella salvaguardia dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione politica, sociale ed economica, questa parola non ha altro significato concreto che quello di razionalizzazione e risparmio. È in questo contesto che, a livello regionale, ho da tempo iniziato a elaborare alcuni progetti di snellimento del sistema istituzionale politico gestionale, sia con proposte di emendamenti, come nel caso della legge sul riordino degli enti pubblici dipendenti della Regione Lazio, purtroppo non accolti dalla maggioranza del centrosinistra, sia soprattutto con proposte di legge come quella presentata ultimamente sulla drastica riduzione delle Asl di Roma e Provincia.
Altra e non ultima per importanza è la proposta di legge, che ho sottoscritto, sulla soppressione delle Comunità montane attualmente in discussione in Consiglio Regionale. Sempre sul piano istituzionale, alla Regione Lazio si avverte la necessità di una semplificazione che per ora ha riguardato solo la diminuzione del numero delle Commissioni consiliari, ma è opportuno continuare con l’approvazione del nuovo regolamento che per esempio permetterà una notevole diminuzione dei gruppi Consiliari regionali. Sarebbe opportuno che in Regione tale percorso virtuoso fosse largamente condiviso sia dalla maggioranza che dall’opposizione.
Segnali importanti in questo senso si avvertono anche sul fronte del Comune di Roma, dove il Sindaco Alemanno sembra aver avviato un percorso che vede la semplificazione degli Enti comunali e degli incarichi a questi legati ai primi posti della sua agenda politica. Semplificare, dunque, o se si vuole dire con parola più semplice e diretta «tagliare», ma con metodo e tanta capacità manageriale, recidendo i rami secchi, improduttivi e inutili o utili soltanto a qualche interesse particolare. Per la mia modesta esperienza di Consigliere Regionale, posso assicurare a chi leggerà che c’è molto da tagliare per recuperare, nell’interesse del bene comune, moltissime risorse da destinare a servizi pubblici e alle famiglie a basso reddito. Gestire, pertanto, questo cambiamento con tre semplici ma efficaci parole d’ordine: Coraggio - Razionalizzazione - Merito, per portare avanti un sistema Paese più efficiente e la Regione Lazio almeno allo stesso livello di quelle più avanzate e virtuose. Non si può più differire, non si può più non decidere, facciamo presto prima che sia troppo tardi.
(*) Consigliere regionale Fi