È sempre Alinghi la barca da battere Spithill l’asso Prada

Antonio Vettese

Gli Act 4 e 5 Louis Vuitton a Valencia sono stati valido preambolo di Coppa America. Sul piano tecnico solo il varo delle nuove barche cambierà la situazione.
Luna Rossa 8. Il team Prada-Telecom dimostra di poter usare tutta l'esperienza delle passate edizioni, al momento è il favorito tra i challenger. Dispone di una barca nata male e i pesanti lavori di raddobbo sopportati a più riprese non bastano. Il timoniere James Spithill sta dimostrando tutto il suo talento e Francesco de Angelis ha fatto una buona scelta. La terza edizione fa bene anche a Patrizio Bertelli che si muove con agilità in un mondo che ormai conosce bene, l'entusiamo della prima volta non manca a Marco Tronchetti Provera. Anche buoni armatori servono a esser veloci.
Mascalzone Latino Capitalia 7. La squadra di Vincenzo Onorato aveva poco tempo per mettere a punto la barca dopo le modifiche per la versione cinque del regolamento. Piano piano Flavio Favini, Hamish Pepper e Vasco Vascotto hanno «trovato il freno a mano» e imparato a far correre Stars & Stripes (il vecchio nome) nelle regate di flotta. La strada è lunga ma i migliori non sono lontani. A Mascalzone manca almeno la metà del budget, da trovare al più presto.
+39 voto 6. Questo team è fondato sulla scelta di utilizzare campioni olimpici, giovani e molto motivati, coordinati da Luca Devoti. Il timoniere Iain Percy è uno dei migliori talenti degli ultimi anni, però lui e gli altri devono imparare il match racing e a far correre un pachiderma di 24 metri e 24 tonnellate. I risultati sono certamente influenzati dalla barca, costruita per la edizione 2000 e con poche vele. Anche in questo caso il budget è da completare, per il momento sulla randa compaiono la Regione Sicilia e Fondiaria Sai.
Alinghi 9. Sono i defender e sono ancora la barca da battere. Navigano con Sui 75, mai usata in regata a Auckland, che sembra perfino più rapida della vecchia Sui 64. La mancanza di Russell Coutts al momento non si sente. Il team ha la stessa struttura organizzativa e può ancora produrre risultati micidiali. Il leader del settore velico è Jochen Schumann, il timoniere Peter Holmberg. Per il momento Bertarelli dorme sonni tranquilli.
Bmw Oracle 6. È il sindacato che sulla carta ha più soldi da spendere. E lo farà perché come macchina mangiasoldi è perfetto... Ma non è detto che questo serva a produrre velocità. L'immagine percepita è quella di una squadra dove si litiga e si cerca di primeggiare per protagonismo. Infatti i leader Chris Dickson e John Kostecki sono di carattere difficile.
China Team 4. Tutto da costruire, a Valencia è arrivato un solo velista cinese «vero» (problemi di visto per l'immigrazione) mentre il team è del tutto francese, con Pierre Mas ai comandi. A parole le ambizioni sono alte, ma al primo sindacato asiatico per ora preme solo partecipare.
Victory Challenge 7. La squadra svedese, condotta da Hugo Stenbeck e Magnus Holmberg, ritorna molto concentrata e pericolosa. La squalifica per i 180 litri d'acqua trovati a bordo è ininfluente: le modifiche di German Frers padre e figlio hanno fatto bene allo scafo. Un outsider tosto.
Emirates Team New Zealand 8. Erede di uno dei team più forti e imbattibili della storia della vela, resta molto forte e molto «nazionale». Dean Barker vive qualche incertezza dopo la sonora sconfitta ma è sempre un talento da guardare. Il progettista principale è lo spagnolo Marcelino Botin, che conosce Valencia molto bene.
Desafio Espana 6. La squadra di casa, nata anche dall'interesse di Antonio Banderas, naviga da quattro mesi con un budget interessante. Fin dai tempi dei galeoni, sugli equipaggi spagnoli bisogna controllare la litigiosità di bordo e questo non fa eccezione.
K Challenge 5. Il sindacato francese, gestito dall'americana Dawn Riley e da Thierry Pepponnet, al momento non impressiona salvo per il fatto che usa la barca che nel 2000 ha battuto Luna Rossa e che corre ancora forte.
Shosholoza 4. La barca sudafricana è l'unica della nuova generazione ma va piuttosto piano e si rompe, notevoli anche i problemi tattici. È tutto un po' da rivedere.
United Internet Team Germany 6. Un equipaggio interessante, con il danese Jesper Bank al timone, ha reso il vecchio Mascalzone Latino a volte molto pericoloso, dimostrando che il manico conta ancora.

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