Sempre più divieti sui cani pericolosi E la Turco mette al guinzaglio i padroni

Animalisti contrari alla possibilità di abbattere gli animali se il proprietario non garantisce sicurezza Stop a collari elettrici e taglio di coda e orecchie

da Milano

Forse nei parchi non vedremo più pitbull con le orecchie o la coda mozzata ma sicuramente, questi e altri cani considerati violenti, continueranno a finire nelle mani di balordi che li utilizzano come carne da macello per le lotte clandestine. Insomma, più che stabilire la soppressione del «cane cattivo» appena il padrone decide di disfarsene, l’ordinanza del ministro Turco avrebbe dovuto prevedere l’estinzione graduale di alcune razze violente, vedi pitbull, così com’è avvenuto in Germania, dopo che uno di questi mastini ha ammazzato una bimba di tre anni a morsi. Anche in Francia e in Inghilterra è stato introdotto l’obbligo per i proprietari di sterilizzare i loro pitbull e, al tempo stesso, ne è stato vietato l'allevamento, l'importazione e la vendita. Ma il compromesso all’italiana contenuto nell'ordinanza del ministero della Salute sulla «Tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione da cani», entrato in vigore ieri è una sostanziale pasticcio.
Vediamo in dettaglio. Le cose positive, innanzitutto. D’ora in poi sarà vietato tagliare coda, orecchie e corde vocali ai cani. Inoltre vengono eliminati i collari elettrici perché «fonte di paura e sofferenza» per gli animali. Confermato anche il sacrosanto, quanto inascoltato, divieto di allevare cani o incrociare le razze canine per esaltarne l'aggressività e la sottoposizione dei cani al doping. Rimangono anche l’obbligo di mettere al cane «pericoloso» museruola e guinzaglio (per gli altri basta il guinzaglio) nei luoghi pubblici e di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni causati a terzi. Diciassette, come in passato, le razze dei cani considerati pericolosi. I nomi: American Bulldog, cane da Pastore di Charplanina, cane da pastore dell'Anatolia, cane da pastore dell'Asia Centrale, cane da pastore del Caucaso, cane da Serra da Estreilla, Dogo Argentino, Fila brasileiro, Perro da canapo majoero, Perro da presa canario, Perro da presa Mallorquin, Pitbull, Pitbull mastiff, Pitbull terrier, Rafeiro do alentejo, Rottweiler, Tosa Inu. Manca il mastino napoletano.
E passiamo agli aspetti negativi. L’ordinanza prevede che le autorità veterinarie possano decidere l’abbattimento di un esemplare se il possessore dichiara di non essere in grado di garantirne la sicurezza: il cane viene, in sostanza, considerato una zavorra pesante che può essere eliminata solo perché ha avuto la sfortuna di capitare nelle mani di un padrone sprovveduto. Una soluzione che ha indignato gli animalisti. «Siamo delusi e preoccupati» ha esclamato Ciro Troiano, responsabile Sos Maltrattamenti della Lav. «Il provvedimento apre le porte all'abbattimento arbitrario e indiscriminato dei cani inseriti nella lista – prosegue Troiano -. L'aspetto più sconcertante è l'obbligo da parte di chi possiede tali cani e non è in grado di mantenerli, di interessare le autorità veterinarie per trovare soluzioni di gestione dell'animale compreso l'abbattimento eutanasico». Gianluca Felicetti, presidente della Lav chiede invece «il ritiro immediato dell’articolo che prevede la possibilità di abbattimento di cani in base alla razza d'appartenenza». Per Felicetti servirebbe invece «un disegno di legge che regoli in maniera organica la materia e che metta la parola fine allo strumento provvisorio d'intervento legislativo che ha, in ogni caso, grandi problemi d'applicazione».