Sempre più gli evasori che incappano nella rete dei controlli

Più controlli, più attività investigativa, maggiori introiti per il fisco. Il neo direttore dell'Agenzia delle Entrate per la Liguria, Franco Latti, ha presentato ieri presso la sede di via Fiume a Genova i risultati della lotta all'evasione fiscale per il 2008 nella nostra regione. Una lotta senza quartiere che ha permesso di accertare nell'anno solare appena trascorso 368 milioni di euro non versati all'erario (tra imposte dirette, Iva e Irap) con un incremento dell'85 per cento rispetto all'anno precedente in cui gli accertamenti delle somme sfuggite al fisco si erano fermati a quota 199 milioni. Risultati che non sono certo piovuti dal cielo ma sono frutto di oltre 23 mila controlli (41 per cento in più rispetto al 2007) effettuati tra i contribuenti. Se la maglia nera nella categoria del contribuente perfetto spetta alle imprese di piccole dimensioni e ai lavoratori autonomi con ben 219 milioni frodati all'erario, Latti ieri ha evitato ogni riferimento a particolari categorie produttive: «in ogni settore ci sono contribuenti onesti e altri che si dimenticano molto spesso di fare la fattura».
Tanto più che le medie e grandi imprese (rispettivamente con 72 e 3 milioni di evasione accertata) non solo sono numericamente molto inferiori, ma spesso godono di un’attività di assistenza e consulenza continua da parte dell'Agenzia delle Entrate. Diverso è il discorso delle somme effettivamente incassate che nel 2008 ammontano a 212 milioni con un 2 per cento di incremento rispetto al 2007. Una volta accertata un'evasione, infatti, si apre un vero e proprio contenzioso col contribuente che può trascinarsi anni. Ma anche in questo caso non mancano i segnali positivi visto che nel 2008 oltre la metà delle persone soggette ad accertamento ha riconosciuto il proprio debito con il fisco versando direttamente la differenza.
«Il nostro è innanzitutto un lavoro etico a difesa dei contribuenti e delle imprese oneste che soffrono la concorrenza sleale delle imprese disoneste», è il concetto più volte ribadito dal numero uno di via Fiume che ha aggiunto: «In tempi di crisi economica dà fastidio ai cittadini che vivono tirando la corda vedere altri che fanno i furbi coi soldi sottratti allo Stato». Da lì le diverse strategie adottate per stanare chi farebbe carte false pur di non pagare le tasse. Si va dagli accertamenti burocratici d'ufficio, agli studi di settore (che verranno rivisti per quelle categorie particolarmente colpite dalla crisi, hanno spiegato in via Fiume) fino all'acquisizione anagrafica degli iscritti ai più prestigiosi centri ippici, sportivi o navali. «Che fanno bene», hanno rassicurato all'Agenzia delle Entrate, ma solo a chi è in regola col fisco, altrimenti rischiano di rovinare la salute.
A rendere ancora più difficile la vita agli evasori, quest'anno intervengono due importanti novità. L'accentramento delle attività di controllo, fino ad ora svolte dagli 11 uffici territoriali della Liguria, nelle quattro direzioni provinciali. E la possibilità per i comuni di collaborare con il fisco segnalando casi sospetti di evasione e ricevendo in premio il 30 per cento dell'eventuale somma incassata dall'erario. Un maggiore contatto tra comuni e ministero delle finanze che può avere anche risvolti positivi per i cittadini, come nel caso recente dei sindaci dell'entroterra che hanno incontrato il direttore regionale segnalando la difficoltà economica che attanaglia il loro territorio, a partire dalla produzione di ardesia della Fontanabuona. «È evidente che in quei territori applicheremo gli studi di settore con le pinze», ha spiegato Latti.