Sempre più russi hanno nostalgia dell’Urss

Un recente sondaggio ha reso noto che oltre due terzi dei russi prova crescente nostalgia per il passato sovietico e tornerebbe volentieri indietro ai tempi dell'Urss

Nostalgia diffusa per l’Urss. È questo quanto risulta da un sondaggio del centro Levada che ha raccolto l’opinione di circa 1600 persone. Nel 2018 il numero di russi che vorrebbe ritornare ai tempi dell’Unione sovietica ha raggiunto il 66% della popolazione. Si tratta di un aumento di otto punti percentuali rispetto all’anno scorso, quando era solo il 58% dei cittadini ad aver risposto di “sì” alla domanda se provassero nostalgia per i tempi che furono.

Il centro Levada – un centro di ricerca russo apartitico – sottolinea come una percentuale più alta di quella del 2018 si registrò solamente nel 2000, quando a voler tornare indietro erano il 75% dei russi. Simili sondaggi vengono condotti annualmente tra la popolazione russa per osservare il cambiamento dei loro sentimenti verso il passato sovietico. Proprio per questo motivo il risultato di quest’anno è significativo e sintomatico di una crescente insoddisfazione verso la Russia moderna.

La maggioranza dei nostalgici dell’Urss è notoriamente costituita dagli over-55, i quali hanno vissuto la propria giovinezza sotto la bandiera rossa con falce e martello. Tuttavia, evidenzia lo studio, negli ultimi anni anche moltissimi giovani tra i 18 e i 24 anni hanno dimostrato curiosità verso il passato sovietico.

Alla maggioranza dei nostalgici manca il vecchio sistema economico che inglobava le allora quindici repubbliche, oggi divenute stati dipendenti, in un’unica entità. Ma a mancare è anche il senso di appartenenza a una grossa potenza mondiale e un senso di unità contro le minacce provenienti dalle altre potenze.

Secondo Karina Pipiya, ricercatrice presso il centro, il sensibile aumento del numero dei nostalgici di quest’anno è parzialmente dovuto alla nuova riforma delle pensioni che ha aumentato di cinque anni l’età pensionabile.

“Le persone solitamente motivano la propria nostalgia per l’Urss con la percezione irrazionale di un’economia più forte e prosperosa rispetto a quella odierna, dimenticandosi completamente che all’epoca mancavano beni primari e aiuti assistenziali per i meno abbienti”, osserva la studiosa.

Che avvisa oltretutto come una scarsa conoscenza del passato sovietico, specialmente tra i più giovani, possa portare in futuro ad azioni pericolose, dalla riabilitazione delle purghe staliniane fino alla riscrittura della storia.